Scatola sonora. Alberto Savinio. Einaudi, 1977.

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Descrizione

Einaudi (Einaudi Letteratura 53); 1977; Noisbn ; Copertina flessibile ; 20,5 x 12,5 cm; pp. 479; ; imperfezioni e segni d’uso e del tempo alla copertina, firma di proprietà alla prima pagina, interno buono con qualche tratto a matita fuori testo, volume lievemente brunito; Accettabile (come da foto). ; Uscita postuma nel 1955. Scatola sonora è una raccolta di scritti, appunti, riflessioni, divagazioni di Alberto Savinio critico musicale militante fra le due guerre e nel secondo dopoguerra, che rappresenta un momento importante nel lavoro di questo protagonista del nostro No-vecento. «Ogni suo resoconto – scrive Luigi Rognoni nella prefazione-trascende l’informazione o la pura descrizione delle musiche ascoltate, e riconduce sempre l’ascolto ad un orientamento di scelte che si rapportano alla crisi e alla problematica della musica moderna e contemporanea». Il discorso di Savinio si prolunga oltre se è vero che mira anche a denunciare la crescente formalizzazione dei linguaggi artistici delle neoavanguardie degli anni cinquanta, che, fatta tabula rasa dell’arte del primo Novecento, minacciano di insterilire nel gesto puramente materico, nel suono massa, che rifiuta la comunicazione, aliena il messaggio, per porsi come rottura e provocazione, ma che finiscono con l’essere neutralizzate e inglobate nei mass media dell’industria culturale. Questa situazione Savinio la avvertí sino all’ultimo, anche se non la denunciò apertamente, tuttavia lasciandola trasparire nelle sue mordaci critiche “d’ascolto”; e, sino all’ultimo, affermò la musica, romanticamente se si vuole (ma non aveva parlato, sin dal 1914, di un second romantisme o di romantisme complet?) come linguaggio dell’assoluto, messaggio metafisico di ciò che la parola non può esprimere, “elemento essenziale dell’educazione. Non può esservi civiltà senza musica. La musica insegna a stare: a stare in compagnia e a stare soli… La musica ci mette in comunicazione col moto dell’universo e col nostro proprio movimento interno. La musica insegna a vivere, nel senso piú profon- do e metafisico della parola. E quella sola civiltà sarebbe perfetta ove tutto quanto, uomini e cose, si movesse a suon di musica”». Questa nuova edizione è arricchita di un’appendice che comprende gli scritti parigini e altre pagine dell’epoca, che completano l’immagine di Savinio musicista; L’immagine se disponibile, corrisponde alla copia in vendita.