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Le Storie. Libro I La Lidia e la Persia. Erodoto. Lorenzo Valla, 1989.

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Descrizione

Lorenzo Valla/Arnoldo Mondadori (Scrittori greci e latini); 1989; 9788804306665; Rilegato con sovracoperta; 20 x 13,5 cm; pp. 400; A cura di D. Asheri, traduz. V. Antelami. Testo greco a fronte ; leggerisegni d’uso alla sovracopertina, interno ottimo; Buono (come da foto). ;Con questo nuovo grande commento alle Storie di Erodoto, al quale hanno partecipato studiosi inglesi, israeliani e italiani, la Fondazione Lorenzo Valla vuole rendere omaggio al padre della storiografia europea: all’uomo che simboleggia la passione dell’Occidente per tutto ciò che non gli appartiene. Quante cose aveva contemplato Erodoto! Mentre leggiamo le Storie, lo vediamo ancora, animato da una curiosità insaziabile verso la totalità dell’esistenza, entrare nei templi e « osservare, conversare, porre domande, ascoltare, riflettere, paragonare, sollevare problemi, ragionare, talvolta concludere ». Egli considera con attenzione e rispetto tutto ciò che fa l’uomo – tutte le nostre imprese gli sembrano degne di interesse o memorabili. E, insieme, sparge un’onnipresente ironia sugli orgogli, le vanità, le pretese, le follie, la hybris dell’uomo. «Nulla è sicuro tra le cose umane ». « Tutto nell’uomo è caso e circostanza ». Nella nostra vita si fondono l’iridescente imprevedibilità del caso, la ferrea necessità del destino, la strana partecipazione degli dei verso i quali egli prova un’ellenica mescolanza di venerazione e diffidenza. Prima o dopo di lui, nessuno ha mai saputo orchestrare cosi perfettamente una storia totale: i fatti politici, economici, militari, i costumi, le leggende, le favole, il folclore, la geografia, i monumenti si equilibrano in quest’opera che respira l’immensità e la libertà degli spazi aperti. La mente di Erodoto è complessa, molteplice, intrecciata, polimorfa. Quando egli insinua un tema dentro l’altro, e poi ancora un altro, e poi un altro ancora, quando procede a inserti e parentesi successive e scatole cinesi, come a mimare « l’infinito labirinto di concatenazioni » nel quale consiste l’universo, noi pensiamo ai lontanissimi intarsi, alle ramificazioni di Henry James. Ma poi, se egli vuole, riesce a sembrarci semplicissimo: candido come un barbaro o un bambino. Molto spesso fatichiamo a capire cosa pensi e quale sia il suo punto di vista. Forse è inutile chiedergli un giudizio. Forse dobbiamo soltanto abbandonarci al suo talento di narratore: al senso prodigioso che egli ha della fluidità del tempo – allo scorrere del mondo e del racconto come, diceva Cicerone, « un fiume quieto », che muove da un punto ignoto e si perde chissà dove, oltre ogni limite.. ; L’immagine se disponibile, corrisponde alla copia in vendita.