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La Storia Dei Briganti Piemontesi (1796 – 1814). Michele Ruggiero. Piemonte in bancarella, 1983.

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Descrizione

Piemonte in bancarella; 1983; Noisbn ; Copertina flessibile con risvolti ; 24,5 x 17,5 cm; pp. 223; ; Presenta leggeri segni d’uso ai bordi (senza mancanze nè lacerazioni, piccole imperfezioni), interno senza scritte; Buono, (come da foto). ; CAPITOLO I, Briganti contadini. CAPITOLO II, I barbetti. CAPITOLO III, La fame. CAPITOLO IV, Branda de Lucioni e gli altri. CAPITOLO V, Briganti legittimisti. CAPITOLO VI, Tutti gli uomini di Mayno della Spinetta. CAPITOLO VII, I “fratelli”. CAPITOLO VIII I “balordi”. Note. Bibliografia. Indice delle località. Indice delle illustrazioni. “Scorrono pur troppo di nuovo bande armate di malfattori, in varie parti dello Stato si commettono omicidi, furti e barbare azioni. Perciò si ordina a tutti i comuni di fare una lista di malviventi e nullatenenti, degli oziosi, dei mendicanti abituali e delle persone sospette che si trovano nel rispettivo territorio. I banditi, qualora si attruppino, vengano formate delle bande e si eseguisca il loro arresto». È la descrizione del Braidese, ma può essere estesa ad altre terre subalpine negli anni della guerra della Prima Coalizione, che, iniziata nel 1792, troverà la propria conclusione, per la storia piemontese, quattro anni dopo con l’armistizio di Cherasco. I briganti: Vivalda, Blengino lo Zoppo, Violino, Mayno della Spinetta, di tutti forse il più celebre, ancor oggi presente nella tradizione popolare monferrina, il Borgno Contin, ma sono e soltanto alcuni: l’elenco è lunghissimo. Tutti furono accumunati nello stesso destino: ghigliottinati, impiccati o fucilati dalla gendarmeria dopo anni di furti, violenze ed assassini. I più fortunati, o meno celebri, finirono condannati a molti anni di carcere o alla deportazione…..; Spedizione veloce con BRT. L’immagine se disponibile, corrisponde alla copia in vendita.