Grande Torino per sempre. Franco Ossola. Il Punto, 1998.

13,50

Solo 1 pezzi disponibili

COD: 17195 Categoria: Tag: ,

Descrizione

Il Punto Editore (Il Vantaggio.); 1998; 9788886425551 ; Rilegato con titoli in oro al dorso, sovracoperta ; 30,5 x 22 cm; pp. 143; Presentazione di Massimo Vidulich. Volume riccamente illustrato in seppia. Numerose fotografie. ; Presenta leggeri segni d’uso ai bordi della sovracoperta (senza mancanze nè lacerazioni, piccole imperfezioni), volume saldo, interno senza scritte; Buono, (come da foto). ; La squadra del Grande Torino transito, al tempo stesso leggera e irruente, nel panorama del calcio italiano, come una fulgida cometa, foriera di sconvolgimenti. Erano gli anni decisivi del passaggio dal vecchio modo di giocare, il metodo, al nuovo modulo tattico, moderno e innovativo, del sistema, di cui il Grande Torino si fece vessillo. Guidato fuori dal campo da un presidente illuminato e da una dirigenza all’avanguardia, e sul campo da un condottiero indomito e coraggioso quel Valentino Mazzola che diventerà il Capitano per antonomasia il Grande Torino dominò incontrastato un intero decennio, conquistando cinque scudetti ed una Coppa Italia. Fatto del proprio terreno di gioco, il glorioso Campo Filadelfia, un’arena inespugnabile, il Grande Torino amava affrontare l’avversario a viso aperto, forte di una superiorità tattica e tecnica, di ogni suo singolo giocatore, davvero invidiabile. Restano ancora oggi indimenticabili i famosi “quarti d’ora di gioco irresistibile, durante i quali anche il più accanito dei rivali era costretto a cedere le armi. Quando Mazzola e compagni ingranavano la marcia superiore, il Filadelfia ammutoliva. Alle squillanti note di una cornetta, la danza granata aveva inizio e la quiete della città veniva lacerata dal boato della folla tifosa, nella celebrazione del rito domenicale dei gol, inanellati l’uno sull’altro. Una squadra imbattibile, che lasciò negli occhi e nella fantasia dei tifosi un ricordo indelebile, suscitando nella critica un’ammirazione profonda, da tutti condivisa. Bacigalupo, Ballarin, Maroso… quasi una filastrocca, una piacevole poesiola, la recita della formazione, quante volte detta e ridetta, nella memoria e nel cuore. Sono trascorsi cinquant’anni dalla tragedia di Superga in cui tutti i Campionissimi, e chi con loro stava sull’aereo della morte, vennero annichiliti da un atroce destino. Dimenticare è impossibile, anche per chi non li vide giocare. Per questo: Grande Torino, Grande Torino per sempre!; L’immagine se disponibile, corrisponde alla copia in vendita.