Topologia di una città fantasma. Alain Robbe-Grillet. Guanda, 1983.

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Descrizione

Guanda (Prosa contemporanea 26); 1983; no isbn; Copertina flessibile ; 20 x 12 cm; pp. 141; Traduzione di R. Maccagnani, L. Zecchi . Prima edizione ; Presenta leggeri segni d’uso ai bordi (senza mancanze nè lacerazioni), dorso con segni di lettura, interno senza scritte; Buono, (come da foto). ; Come negli altri suoi libri, anche in Topologia di una città fantasma Alain Robbe-Grillet coinvolge il lettore nel gioco attivo dell’intelligenza e lo invita a svolgere in prima persona l’indagine che porterà alla soluzione dei numerosi enigmi disseminati nel testo. Nel caso del presente romanzo l’oggetto dell’inchiesta è, come dice il titolo, una «città fantasma», cioè un’antica città che sembra avere ospitato, nel corso di epoche diverse, numerose popolazioni. Le stratificazioni lasciate da ciascuna di esse (una topografia particolare, una storia segnata da cataclismi o da massacri e invasioni, la panoplia degli utensili e dei segni) si sovrappongono, si compenetrano, si annullano mutualmente. Ma la prigione per prostitute minorenni, gli harem, i lupanari, i teatri dove viene rappresentato sempre lo stesso dramma allusivo, sembrano nascondere (o più spesso mettere apertamente in scena) un identico crimine rituale. In questo paesaggio onirico di rovine si aggira un narratore dall’identità incerta e sospetta, che potrebbe essere tanto l’autore del crimine quanto un archeologo imbattutosi in un atroce segreto da portare alla luce. Utilizzando temi e situazioni tipici della cultura popolare (dalla narrativa poliziesca alle riviste porno-sadiche) Robbe-Grillet «smonta» gli stereotipi di un intero repertorio dell’immaginario collettivo e i fantasmi che attraversano la società contemporanea per restituire al lettore la libertà dell’immaginazione individuale. ; L’immagine se disponibile, corrisponde alla copia in vendita.