Teatro del Grand Guignol. Augias Corrado (a cura di). Einaudi, 1972.

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Descrizione

Einaudi ; 1972; Noisbn ; Rilegato con titoli al dorso, sovracoperta; 22,5 x 14,5 cm; pp. 388; A cura di Augias Corrado. Traduzione di Carlo Cignetti. Prima edizione. ; Presenta segni d’uso ai bordi della sovracoperta (senza mancanze, con imperfezioni), firma e data a biro al frontespizio, volume saldo, interno senza scritte; Accettabile, (come da foto). ; Il Grand Guignol è entrato nel linguaggio corrente ma a livello di un aggettivo: granghignolesco. Invece pochi hanno memoria di quel che è stata nella realtà drammaturgica e del costume la piccola sala di Rue Chaptal. Eppure René Berton, medico e autore del Guignol, scrisse all’epoca: «Tra tutti i teatri parigini il Grand Guignol è forse quello dove si respira con piú abbondanza quella specie di atmosfera che si è convenuto di definire “teatrale”». Ma era una teatralità di carattere effimero, legata soprattutto ai motivi di orrore che le contraddizioni della società fin-de-siècle parevano elargire a piene mani. Un orrore, cioè, che deborda dai confini del palco-scenico per stingere sui fatti della vita quotidiana. Con premesse di questo tipo «Grand Guignol» diventò il locale dove ci si reca per essere messi a disagio. Le rispettabili signore che chiedevano ai loro amanti di essere ammesse a visitare per un’ora «una di quelle case», gli avvocati che ottenevano dal perito settore il privilegio di assistere a un’autopsia, i giornalisti che imploravano di poter osservare non visti il reparto agitati di un asilo, obbedivano tutti a un impulso della stessa qualità suggerito dalla sensiblerie un po’ morbosa del tempo: partecipare momentaneamente di emozioni proibite e irriferibili. Sono fremiti tutti identificabili. Aboliti gli spaventi ultraterreni, ridotte al minimo le cause di terrore per i grandi eventi, per le spaventose minacce, per le catastrofi ultraterrene, la paura coglie e vince l’uomo in quanto individuo civilizzato, lo sopraffà con nomi familiari che appartengono ai gesti di ogni giorno. Sul piano teatrale l’esigenza di venire incontro a questo bisogno si trasformò, al Grand Guignol, in una abbondante produzione di testi che hanno in comune solo due elementi: l’elementarietà dell’ispirazione e l’ingegnosità dell’intreccio; circostanza, quest’ultima, che li rende particolarmente godibili anche alla sola lettura. Eppure la produzione del « Guignol », riletta a distanza di piú di mezzo secolo, mette allo scoperto anche una sua sotterranea vena politica spesso involontaria. Politica, non ideologica. Dal punto di vista ideologico la produzione complessiva del Guignol è labile, contraddittoria. Di fatto però, come del resto dimostrano alcuni dei testi inclusi nella presente antologia, il « Guignol » fu un fenomeno politico. E se la circostanza sfuggí ai critici ad esso contemporanei, è perché sarebbe stato necessario valutarlo non in base a criteri di dottrina ma con definizioni nuove e piú estensive della categoria del politico. ; L’immagine se disponibile, corrisponde alla copia in vendita.