Storia d’Italia (Tre volumi indivisibili). Francesco Guicciardini. Einaudi, 1971.

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Descrizione

Einaudi (Millenni); 1971; noisbn; Tre volumi rilegati con sovracoperta e cofanetto illustrato; 22×16 cm; pp. CXCIX – 2151; A cura di Silvana Seidel Menchi. Introduzione a cura di Felix Gilbert. 13 tavv. ripiegate. ; Leggeri segni d’uso ai bordi delle sovracopertine e cofanetto, piccole imperfezioni, interno in ottime condizioni ; Buono (come da foto); Nel 1538, all’età di cinquantacinque anni, Francesco Guicciardini cominciò a scrivere una storia del quarantennio precedente. Nel corso della sua vita aveva steso ricordi familiari e note autobiografiche, aveva composto commenti a opere altrui – uno, per esempio, ai Discorsi di Machiavelli – aveva delineato programmi per una costituzione ideale di Firenze, e per due volte aveva intrapreso una storia di Firenze. Ma la Storia d’Italia si differenzia da tutti i suoi scritti, perché è l’unica opera che Guicciardini compose non per sé, ma per il pubblico. Quando si accinse a questa sua ultima e massima impresa letteraria, la sua carriera politica era finita. Era conscio che quella che, secondo lui, costituiva la gloria suprema cui un uomo potesse aspirare, la gloria di chi plasma il mondo politico, gli era sfuggita; ma ambiva ancora all’immortalità, e si diede alla storia nella speranza che l’opera letteraria gli desse la fama negatagli dalla politica. Guicciardini riteneva che la sua Storia d’Italia sarebbe stata considerata un’opera di letteratura solo se avesse corrisposto ai canoni della storia classica. Egli intendeva produrre una ” vera storia” nel senso umanistico, e questo scopo traspare da ogni pagina della Storia d’Italia. Anche la struttura della Storia d’Italia segue i precetti umanistici: Guicciardini la divise in libri, suddivisi a loro volta secondo gli anni. Originariamente i libri dovevano essere diciannove, ma lo scrittore rimaneggiò il manoscritto in modo da farli diventare venti, perché questo era un numero piú perfetto. Ma se negli aspetti formali la Storia d’Italia corrisponde alle prescrizioni degli umanisti, non sono questi i connotati che determinano per il lettore il carattere del libro. Si tratta invece di un’opera che reca l’impronta della personalità morale e intellettuale dell’autore, e in quanto tale rispecchia la tradizione politica fiorentina e le esperienze politiche dell’epoca. Dal saggio introduttivo di Felix Gilbert ; L’immagine se disponibile, corrisponde alla copia in vendita.