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Storia della rivoluzione francese. Jules Michelet. Rizzoli, 1981.

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Descrizione

Rizzoli (collana storica Rizzoli); 1981; Noisbn ; Quattro volumi rilegati con sovracoperta. Manca il cofanetto; 22,5 x 16,5 cm; pp. 2196; Traduzione di C. Giardini. Prima edizione. Illustrazioni b/n nel testo ; leggeri segni d’uso alle sovracopertine, firma di proprietà alla porta dei volumi; Accettabile (come da foto). ; La Storia della Rivoluzione Francese di Jules Michelet, il cui primo volume apparve nel 1847, può essere considerata il capolavoro della storiografia liberale sulla grande Rivoluzione. “Fino a quel momento” avrebbe poi scritto l’Autore, “tutte le storie della Rivoluzione erano state essenzialmente monarchiche: quale per Luigi XVI, quale per Robespierre”. Questa sarebbe stata la prima storia repubblicana della Rivoluzione, una narrazione nuova e diversa, più aderente alla realtà dei fatti che vanno dal 5 maggio 1789 al 27 luglio 1794. Il grande tema dell’Histoire de la Révolution Française è la storia senza eroe, o meglio con un solo gigantesco protagonista: il popolo. Soprattutto è la prima vera storia di quegli eventi eccezionali che hanno mutato il mondo, ed è al tempo stesso analisi dei sentimenti collettivi e delle loro implicazioni. Esplorazione profonda, mai prima tentata, della realtà sociale, dello scontro delle classi, dei diversi aspetti della realtà rivoluzionaria: il politico, l’economico, il culturale, lo scientifico. Iniziata dai “patrizi”, come osservava Chateaubriand, fu l’ultimo episodio della lotta contro la monarchia e fu condotta a compimento dai “plebei”, assicurando l’avvento al potere della borghesia nata all’interno di un mondo feudale che essa sgretolò inaugurando così la storia moderna. A distanza di tanti anni molti agguerritissimi storici devono ancor oggi ammettere che Michelet, con le sue balenanti intuizioni, è riuscito ad anticipare i risultati delle più moderne e sofisticate ricerche storiche. A questo traguardo è potuto giungere perché, avendo suo padre vissuto come operaio la vita delle sezioni rivoluzionarie, egli si sentiva direttamente coinvolto nell’immenso affresco che andava tracciando. In certi momenti sembra infatti che scriva come se non sappia ciò che gli avvenimenti preparano, come se invece che uno storico fosse un cronista, vivendo letteralmente nei momenti che sta descrivendo. Gli stessi ritratti dei protagonisti non sono statici, ma mutano col procedere degli eventi: Robespierre è dapprima il goffo deputato della Costituente, per diventare poi lo strenuo combattente della Convenzione ed infine il gelido dittatore del Comitato di salute pubblica. Ma soprattutto si può dire che in nessuna opera come questa il lettore viene trascinato nel magma della Rivoluzione: marcia con le donne su Versailles, va all’assalto delle Tuileries, assiste alle stragi di settembre. Come scriverà Proudhon, “grazie a questo libro straordinario la Rivoluzione Francese esce dalla leggenda per entrare nella storia”. Molti hanno scritto sulla Rivoluzione: Tocqueville, Quinet, Carlyle, Taine, Aulard, Mathiez, la scuola scientifica e quella marxista, e certamente ai giorni nostri ne sappiamo di più di quanto ne sapesse Michelet. Ciononostante è sbalorditivo constatare ancor oggi, come dice Gerald Walter, curatore della prestigiosa edizione Pléiade da cui questa versione è tratta, quanto in lui si rifletta l’anima stessa della Rivoluzione.; L’immagine se disponibile, corrisponde alla copia in vendita.