PINOCULUS, liber qui inscribitur LE AVVENTURE DI PINOCCHIO. Collodi Carlo. Giunti Marzocco, 1984.

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Descrizione

Giunti Marzocco; 1981; Noisbn ; brossura; 21 x 15 cm; pp. 185; Presentazione di BENEDETTO RIPOSATI. Traduzione di Henrico Maffacini. Contiene la nona ristampa del 1963, Volume con ill. in b./n. ; Presenta leggeri segni d’uso ai bordi (senza mancanze nè lacerazioni, piccole imperfezioni), interno senza scritte, tagli lievemente bruniti; Buono, (come da foto). ; “NON NASCONDO che quando il caro amico don Enrico Maffacini, già mio bravo collega di studi universitari alla Cattolica di Milano, mancato prematuramente alla scuola ed a noi, mi affacciò l’idea di voler mettere in latino Le avventure di Pinocchio del Collodi, io ne rimasi quasi sbigottito, perché la cosa mi sembrava essa stessa ‘un’avventura’. «Ma come – mi affrettai a dirgli non hai riflettuto che qui non si tratta di fare una bella pagina di latino (traducendo, magari, un brano del Manzoni o una poesia del Leopardi; al che i nostri venerati maestri G. Funaioli e G. B. Pighi ci avevano abituati), ma ci si trova di fronte ad un’opera d’arte, originale nel suo genere favolistico, comico e burlesco, che, resa in latino, perde il suo fresco fascino burattinesco, dove è la delizia del lettore e dei nostri ragazzi in particolare?». E aggiunsi che, nel caso, sarebbe stato assai faticoso, ma necessario, crearsi una tecnica linguistica propria, un vocabolario neologistico speciale, non sempre comprensibile dai ragazzi e certamente poco gradito ai nostri latinisti emunctae naris. Conoscevo le abilità linguistiche del Maffacini e la sua scaltrita pe rizia lessicale, ma non potevo mai immaginare che egli potesse riuscire a fare del suo Pinoculus un vero doppiaggio del Pinocchio collodiano: una vera fotografia contenutistica, spirituale, artistica, che conserva del modello il tono scanzonato e spassoso, in un latino non strumentalizzato né volgarizzato o sciolto in perifrasi scolastiche e pedantesche, ma semplice, fresco, spontaneo, schietto e avvincente nella modulazione dialogica e inventiva del discorso fiabesco, nella scelta delle parole con evidente carica farsesca, nell’avveduta trasformazione semantica degli aggettivi in forme avverbiali o viceversa, e, quel che più sorprende, nella mantenuta integrità del testo con lo stesso numero di voci latine, comprensibili a tutti, anche senza l’aiuto del vocabolario, con la stessa punteggiatura e con lo stesso intercalare esclamativo o interrogativo, che tanta parte ha nella narrazione fiabesca….; Spedizione sempre tracciabile. L’immagine corrisponde alla copia in vendita.