Passato e futuro del Museo egizio di Torino. AAVV. Allemandi, 1989.
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Allemandi (Archivi di archeologia); 1989; 8842202118; 31 x 22,5 cm; pp. 239; Brossura con alette ; Prima edizione. Volume riccamente illustrato a col. e b./n.;Tracce di nastro adesivo rimosso alla prima e all’ultima pagina bianca. Leggeri segni d’uso alla copertina, interno ottimo; Buono (come da foto); Questa mostra giunge a coronamento di un felice rapporto di collaborazion che la Provincia di Torino aveva avviato negli anni passati con il Museo Egizin allorquando aveva finanziato la pubblicazione di alcuni dei volumi che costituscono il Catalogo del Museo, Proprio durante quella collaborazione, nel corso di incontri tra Silvio Carno, Alessandro Roccati e Piero Racanicchi, poi ripresi e conclusi con Anna Maria Donadoni Roveri, era nata l’idea di una mostra, di questa mostra, che partiva da un assunto semplice e di estrema attualità. Come è noto, il Museo Egizio di To rino non persegue più, se non sporadicamente, l’acquisizione di oggetti mediante scavi o acquisti. Le prevalenti attività dell’Istituto riguardano ormai, oltre che l’or dinamento e la conservazione dei materiali raccolti, l’esplorazione dei fondi accantonati nei depositi e nei magazzini, le analisi sulla loro valenza storico artistica la sperimentazione di nuove tecniche di restauro e l’applicazione di nuove meto dologie di indagine. Ed è questo che la mostra intende documentare lo stato delle cognizioni dopo circa trent’anni di osservazioni e di ricerche, trent’anni di scoperte, maggiori e minori, che tutte insieme, sul piano storico e scientifico, hanno profondamente innovato il patrimonio scientifico e la funzione stessa del Museo. E quindi, nos un’occasione per trarre spettacolo dalla cultura, ma piuttosto un diverso modo per illustrare le tracce di quei percorsi che, passando attraverso continui inter venti di aggiornamento e di studio, portano alla cultura. Se vogliamo essere piú chiari, una mostra per un Museo, od un Museo come simbolo della mostra. Un Museo che dimostra come esso possa arricchirsi (e giustificare la sua importarte funzione) attraverso lo studio di ciò che possiede. Consapevole della validità di tale principio, la Provincia di Torino si era quindi inserita sin dall’inizio, con slancio e interesse, in questa iniziativa, mettendo a disposizione quelle strutture amministrative e quei finanziamenti che han no infine consentito di superare, nei lunghi anni di preparazione del pro getto, non poche difficoltà contingenti, anche di ordine strutturale e ope rativo. Non c’è dubbio che da questa mostra potranno scaturire nuove forme di inte resse per il Museo Egizio di Torino, destinate a focalizzare sempre più l’atten zione dei flussi turistici che si preannunciano per l’immediato futuro e che si ripercuoteranno sull’intero territorio provinciale. La volontà di consolidare l’im magine turistica di Torino e del suo comprensorio passa infatti attraverso inizia tive di questo tipo, che non solo arricchiscono e qualificano l’offerta di proposte culturali, ma al tempo stesso consentono alle istituzioni più prestigiose di pre sentare il complesso delle potenzialità scientifiche ed artistiche di cui dispongono, non ancora sufficientemente note ed apprezzate. Alla luce di queste considerazioni, sentiamo pertanto il dovere di esprimere un cordiale ringraziamento a tutti quanti, enti e persone, a diverso titolo, hanno reso possibile il compimento di questo importante progetto. F tra essi, innanzi tutto, agli infaticabili, attenti e appassionati curatori della mostra, dottoressa Anna Maria Donadoni Roveri e dottor Piero Racanicchi; ai professori Silvio Curto e Alessandro Roccati; ai funzionari e al personale della Soprintendenza al Museo delle Antichita Egizic, ai dirigenti e al personale dell’Amministrazione Provin ciale; all’ingegner Giuseppe Rossi dell’Istituto Elettrotecnico Nazionale Galileo Ferraris di Torino, infine, con un apprezzamento particolare, alla Fondazione San Paolo di Torino, che ha voluto collaborare alla realizzazione della mostra con il finanziamento, tra l’altro, dell’importante catalogo. Ciò ha ancor più evi denziato il ruolo che tale Fondazione svolge a favore del rinnovamento struttu rale del Museo Egizio di Torino;







