Memorie del sottosuolo. Dostojevskij. Einaudi, 1991.

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Descrizione

Einaudi (Centopagine 64.); 1991; 9788806506742 ; brossura ; 19 x 11,5 cm; pp. VIII-132; Nota introduttiva di Leone Ginzburg. Traduzione di Alfredo Polledro. ; Presenta segni d’uso ai bordi (imperfezioni, sbucciature al dorso), interno con firma e data alla prima pagina, volume brunito; Accettabile (come da foto). ; Il personaggio del sottosuolo sta con l’orecchio teso ad afferrare ogni parola degli altri su di lui, si guarda nelle coscienze altrui come in tanti specchi, conosce tutte le sfumature che la sua figura può assumere in esse; conosce anche la propria determinazione obiettiva, neutrale sia rispetto alla coscienza altrui, sia alla sua propria autocoscienza, considera il punto di vista di un “terzo”. Ma egli sa altresi che tutte queste determinazioni, sia parziali che obiettive, sono nelle sue mani e non lo definiscono completamente proprio perché egli stesso ha coscienza di esse; egli può uscire dai loro limiti e renderle inadeguate. Egli sa che l’ultima parola è sua, e si sforza di conservare per sé ad ogni costo quest’ultima parola su di sé, la parola della propria autocoscienza. Ci convinceremo piú oltre che tutta la costruzione artistica del romanzo di Dostoevskij è diretta alla scoperta e al chiarimento di questa parola del personaggio ed ha rispetto ad essa una funzione provocatrice e indirizzante. Michail Bachtin ; L’immagine se disponibile, corrisponde alla copia in vendita.