La delicata preda (Racconti 1939 – 1976). Bowles Paul. Garzanti, 1990.

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Descrizione

Garzanti (Narratori moderni); 1990; 9788811660767 ; Rilegato con titoli al dorso, sovracoperta ; 22 x 14,5 cm; pp. 548; Introduzione di Gore Vidal. Traduzione di Mario Biondi. Prima edizione nella collana. ; Presenta leggeri segni d’uso ai bordi (senza mancanze nè lacerazioni, piccole imperfezioni), interno senza scritte; Buono, (come da foto). ; Riscoperto, anche sull’onda del film di Bernardo Bertolucci, come uno dei maestri della narrativa americana del Novecento, Paul Bowles vive e immagina un mondo lontano dal centro. Stati Uniti, Nord Africa, America del Sud o Asia; il grigiore del quotidiano, l’aridità del deserto o l’infinito fiorire della giungla: gran parte di ciò che è in gioco in questi racconti vita, viaggio, sentimenti, sesso, droga, solitudine, delitto, morte, allucinazione e magia – può apparire eccessivo. Eppure non è così. Lo sguardo del narratore si fissa sulla propria materia con allucinata attenzione al particolare, sempre alla ricerca di un’iperrealistica prospettiva di trasgressione. L’altrove di questo ottantenne, raffinato musicista, chiuso in una orgogliosa marginalità, non è banalmente riducibile alla stravaganza delle pulsioni erotiche e sentimentali. Differente è, qui, la percezione del mondo, come ad esempio per Allal, il ragazzo nordafricano che, aiutato dalla droga, riesce a penetrare al di là degli occhi di un serpente, vedendo ed esistendo attraverso essi. «Sono sempre contento di andarmene dagli Stati Uniti», dichiara Bowles. Allontanarsene, per lui, significa precisamente «penetrare al di là degli occhi del serpente», porsi a confronto diretto con la diversità del circostante, trovarsi a tu per tu con la propria poetica, assai più che gotica o macabra o nera, come è stato scritto: «solo» profondamente visionaria. ; L’immagine se disponibile, corrisponde alla copia in vendita.