Non più disponibile

La certosa di Parma. Stendhal. Einaudi, 1965.

COD: 16274 Categoria: Tag: ,

Descrizione

Einaudi (NUE 37); 1965; Noisbn ; Rilegato con sovracoperta; 18 x 12 cm; pp. 508; Prefazione e Traduzione di Camillo Sbarbaro ; leggeri segni d’uso e del tempo alla sovracopertina, interno buono, piccola dedica a biro alla prima pagina bianca; Buono (come da foto). ; Nel 1839: tre anni prima della sua morte, in quaranta giorni, tra novembre e dicembre, con una rapidità ove sarebbe difficile distinguere tra la furia creatrice e una fretta d’ordine pratico, Henry Beyle stende il suo monumentale romanzo (la correzione delle bozze gli richiederà poi piú tempo che non la stessa stesura). Difficile dire sino a che punto a questa circostanza sono da imputare i difetti del libro: fraseggiare trasandato, episodio male delineato e, appunto, questa vera e propria impazienza letteraria. In verità, opera dell’ultima vigilia o quasi, la Chartreuse rivela lo Stendhal piú genuino, il più scoperto nei canoni della sua arte; lo Stendhal che detesta il bello scrivere, che additava il codice civile a modello di perfetta lingua letteraria. La sua simpatia per le cronache cinque e seicentesche è un corollario a questa sua arida critica: l’accenno al Bandello nella prefazione, un riferimento da tener presente durante tutta la lettura… Senza dubbio quel che v’è di cinematografico nella tessitura e nella successione degli episodi, asseconda certe abitudini ormai acquisite e segrete della nostra sensibilità. È un tempo vario, veloce, intenso, questo che lo Stendhal ci chiama a rivivere: un tempo che non si cala e cristallizza nei singoli episodi (si pensi a certa staticità pittorica e, a volte, addirittura decorativa di un Flaubert), ma fluisce via senza noie, senza ristagni. Esso rispecchia appunto il clima morale in cui visse lo Stendhal giovinetto: l’epoca napoleonica e il crollo dell’Impero.; L’immagine se disponibile, corrisponde alla copia in vendita.