Il bacio della donna ragno. Manuel Puig. Einaudi, 1978.

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Descrizione

Einaudi ; 1978; Noisbn ; Copertina flessibile ; 22 x 13,5 cm; pp. 218; Traduzione di Angelo Morino. Prima edizione. ; Presenta segni d’uso e del tempo, principalmente al dorso (senza mancanze, imperfezioni segni di lettura), interno senza scritte, tagli lievemente bruniti; Accettabile (come da foto). ; Nella cella d’una prigione di Buenos Aires sono rinchiusi due giovani: un militante d’un movimento clandestino in attesa degli interrogatori e un omosessuale condannato per corruzione di minori. Due personaggi che non si potrebbero immaginare più differenti: l’uno con tutti i modi di pensare e di dire dell’intellettuale politicizzato, l’altro che intellettuale non è affatto e che s’identifica con gran trasporto con il mondo sentimentale dei film hollywoodiani d’una volta. I lettori dei precedenti romanzi di Manuel Puig conoscono la sua passione per il kitsch degli Anni Quaranta: parole delle canzoni-tango, film melodrammatici. Il modo che il prigioniero espansivo trova di comunicare col compagno di cella e di distrarlo dall’angoscia è di raccontargli dei film, raccontarli con tutti i dettagli, scena per scena, col linguaggio di «chi ci crede». Oltre a questi racconti che costituiscono un catalogo del kitsch cinematografico internazionale, il dialogo dei due detenuti porta sulle due concezione del mondo: del rivoluzionario (un ragazzo borghese di buona famiglia, rappresentato con la sua mentalità catechistica ma anche la sua purezza ideale) e dell’omosessuale (per il quale l’autore evidentemente parteggia, ma che è pure visto con sincerità nei limiti del conservatorismo della tradizionale immagine «femminile» in cui s’identifica e nel destino di amara infelicità) I due compagni di cella cercano di convertirsi a vicenda: ma a dire il vero, l’attivismo propagandistico più forte è dalla parte dell’eros. (Il libro contiene anche in nota una specie di trattato sull’omosessualità nelle sue varie interpretazioni teoriche). La narrazione consiste nel dialogo tra i due: e ogni tanto nei dialoghi d’uno dei due col direttore del carcere (perché non si tarda a scoprire che non per caso i due sono stati messi nella stessa cella). Ma nella convivenza qualcosa cambia in entrambi: siccome il romanzo ha una forte «suspense» non vogliamo anticipare al lettore i numerosi colpi di scena che si susseguono sino alla fine in un crescendo di drammaticità e di intrigo. ; L’immagine se disponibile, corrisponde alla copia in vendita.