Giornale di guerra e di prigionia. Carlo Emilio Gadda. Einaudi, 1965.

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Descrizione

Einaudi; 1965; Noisbn ; Rilegato con sovracoperta; 22,5 x 14,5 cm; pp. 380; ; firma di proprietà alla prima pagina, leggeri segni d’uso alla sovracopertina, interno buono; Buono (come da foto). ; Quella che si registra in queste pagine non è la storia dell’« esperienza» di uno scrittore di fronte alla guerra, ma la cronaca di una milizia. Della cronaca esse hanno l’umiltà e, si direbbe, l’incapacità di distinguere e di scegliere, dentro la congerie dei fatti, quelli che si possono ordinare e interpretare secondo una prospettiva chiarificatrice; ma a questo non pretestuoso annalismo esse devono la loro immediatezza, il loro candore, e la puntuale aderenza alla multiforme e disarticolata varietà delle cose. Si assiste cosí al prodigio, quasi inaudito ai nostri giorni, di un’opera letteraria «scritta tutta di prima mano» e mai piú corretta che, vivo l’autore, raggiunge dopo cinquant’anni il pubblico, con il peso intat- to di una testimonianza e di una confessione senza reticenze né compiacimenti. La milizia di Gadda nella Grande Guerra solo occasionalmente trova la sua motivazione nei sentimenti e nelle idee di cui si alimentò il nazionalismo italiano prima e dopo il ’15. La guerra « necessaria e santa » non sembra infatti avere come scopo la liberazione di una provincia o di una città (invano si cercherebbero sotto la penna di Gadda i nomi di Trento e Trieste) né, tanto meno, l’affermazione del primato di una nazione o di un popolo. Essa è invece l’occasione che si offre, a chi nella vita sappia vedere un compito e voglia assolverlo con scrupolo e con onore, di « coltivare la propria anima», temperandola nell’esercizio della disciplina interiore. Il militarismo del giovane Gadda – tolte rare concessioni al dannunzianesimo allora imperante – è tutto in signo rationis: la condotta strategica della guerra, la funzionalità delle singole operazioni, le direttive degli alti comandi, l’atteggiamento dei subordinati sono oggetto di un’analisi minuta e implacabile, in cui è difficile dire se prevalga il rigore tecnico dell’impostazione o il tentativo, tenace e quasi allucinato, di proiettare nel mondo esterno un esasperato ascetismo. ; L’immagine se disponibile, corrisponde alla copia in vendita.