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Diplomazia della restaurazione. Kissinger Henry. Garzanti, 1973.

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Descrizione

Garzanti (Collezione Saggi); 1973; Noisbn ; Rilegato con sovracoperta; 21,5 x 15 cm; pp. 380; Traduzione di E. Brambilla. Prima edizione. ; piccole imperfezioni e leggeri segni d’uso e del tempo ai bordi della sovracopertina, interno buono, volume lievemente brunito; Buono (come da foto). ; II Congresso di Vienna segnò la fine della tempesta napoleonica e l’instaurazione in Europa di un ordine al tempo stesso nuovo e conservatore, ma fu anche qualcosa di più: il primo esempio di quella tendenza a una ripartizione duratura del mondo in sfere d’influenza ben delimitate e non contestate che a ogni svolta dell’equilibrio internazionale, e soprattutto dopo conflitti e scontri rovinosi, ha continuato a manifestarsi con sempre maggiore intensità fino ai nostri giorni. Protagonisti del Congresso di Vienna furono Metternich e Castlereagh, i due statisti che con maggiore lucidità seppero commisurare le ambizioni ai mezzi e conciliare i disegni a lungo termine con gli interessi immediati. Virtù rare nei politici, che spesso, non guidati da una conoscenza sicura e meditata della storia, agiscono in modo empirico ed estemporaneo. Dell’autore di questo saggio sull’opera diplomatica di Metternich e Castlereagh il pubblico conosce soprattutto la folgorante carriera politica, culminata nella recentissima nomina a segretario di stato, meno nota è la sua attività di studioso, di cui Diplomazia della Restaurazione è il risultato più importante. Scritto da Kissinger quando insegnava scienza politica a Harvard, una delle più prestigiose università americane, il saggio è un contributo fondamentale alla conoscenza di un periodo chiave della storia europea, nel quale si affermò un nuovo concetto di legittimità dell’assetto internazionale; ma è anche una riflessione sui valori e sui fini cui deve ispirarsi in ogni tempo il politico che voglia lasciare un’impronta sulla storia. ;