Comunità rurali canavesane nel basso medioevo. Il Duecento e il Trecento. Presentazione di Marco Subbrizio. Riccabone Giovanni. Cumbe, 2004.

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Descrizione

Cumbe (canaveis 2); 2004; IsbnNp ; brossura con alette ; 24 x 17 cm; pp. 359; Volume con fotografie e illustrazioni; Presenta leggeri segni d’uso ai bordi della sovracoperta (senza mancanze), interno senza scritte, exlibris alla prima pagina; Buono, (come da foto). ; Nel Basso Medioevo tutte le località canavesane – a parte Ivrea (l’unica vera civitas) e Chivasso – sono comunità essenzialmente rurali. I loro statuti costituiscono un insieme di regole per il coordinamento del microcosmo locale, finalizzate a una migliore organizzazione della collettività. Tra le regole statutarie prendono vita luoghi e persone dai nomi familiari, uffici e professioni ancora all’apparenza vicini, che testimoniano il coinvolgimento di intere comunità nel controllo del proprio territorio, nonostante la supremazia signorile. Il discorso è scandito in quattro comprensori territoriali: l’Eporediese (da Settimo Vittone ad Albiano); l’area montana intorno a Cuorgné tra il Malone e il Chiusella; il corridoio tra San Benigno e San Giorgio nel Canavese centro-meridionale; il basso Canavese (da Ciriè a Verolengo, con un’estensione fino a Rivarolo) che rientra nell’orbita torinese.; Spedizione veloce con BRT. L’immagine se disponibile, corrisponde alla copia in vendita.