Apologia del cristianesimo. Tertulliano. Rizzoli, 1984.

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Descrizione

Rizzoli (I Classici della BUR L474.); 1984; 8817124745 ; Copertina flessibile ; 17,5 x 11 cm; pp. 461; Introduzione e note di Claudio Moreschini. Traduzione di Luigi Rusca. Testo latino a fronte. Prima edizione nella collana.; Presenta leggeri segni d’uso al dorso (senza mancanze nè lacerazioni), interno senza scritte, volume lievemente brunito; Buono, (come da foto). ; L’« Apologeticum», o «Difesa» (del cristianesimo) di Tertulliano (160-230 d.C.) è tra le più significative opere della letteratura cristiana in lingua latina, non solo e non tanto per i suoi pregi letterari, che sono notevolissimi, ma anche perché ci introduce nel vivo di una polemica, quella tra il paganesimo, difeso dalla legislazione imperiale romana, e il cristianesimo, il quale si basava sull’unico principio, tenacemente ribadito, ad essere una religio licita, e confermato dall’esempio del sanguis martyrum, semen christianorum. Libertà di religione e di culto; ma, accanto a questa esigenza di principio, Tertulliano getta nel fuoco della sua polemica una condanna totale del paganesimo in tutte le sue manifestazioni, politiche, artistiche, culturali. Dieci secoli di civiltà greco-romana sono demoliti da quest’opera di un cristiano in rottura con il mondo terreno, che preannuncia e attua, per quanto sta in lui, la trasformazione del mondo antico, già minato dalla crisi, nella civiltà medievale. Polemica antipagana e difesa del cristianesimo trovano piena espressione in un’opera tra le più belle della letteratura latina, per elaborazione formale, gusto della battuta (come la celebre «credo quia absurdum»), descrizione delvariegato e contraddittorio mondo tardoantico. ; L’immagine se disponibile, corrisponde alla copia in vendita.