Zaha Hadid. Geometrie variabili e nuove morfologie spaziali. AA.VV.. Corriere della Sera, 2016.

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Corriere della Sera (Lezioni di architettura e design 4); 2016; Noisbn; Copertina flessibile con risvolti ; 24 x 21 cm; pp. 143; Volume illustrato a col. Numerose fotografie ; Presenta leggeri segni d’uso ai bordi (piccole imperfezioni), interno senza scritte; Buono (come da foto). ; Lo studio Zaha Hadid Architects ha sviluppato la sua ricerca attraverso l’adesione ai principi del decostruzionismo, o meglio del «parametricismo», che si evolve nei concetti matematici di campo e di flusso. Questa corrente privilegia l’uso di geometrie non euclidee per realizzare superfici flessibili, prospettive multifocali, pianificazioni organiche lontane dai sistemi chiusi, assoluti, ai quali si sostituiscono la «porosità» costruttiva e l’attenzione per l’ambiente circostante. Da qui deriva un modo di progettare ad alta complessità, che integra i saperi disciplinari dell’architetto con quelli dell’ingegnere, per edifici sempre più simili a sculture. ZAHA HADID (Baghdad, 1950 Miami, 2016), dopo la laurea in Matematica a Beirut si trasferisce a Londra per iscriversi alla Architectural Association. Terminati gli studi e la collaborazione con OMA di Rem Koolhaas ed Elia Zenghelis, nel 1979 apre il proprio studio, Zaha Hadid Architects: situato in un ex edificio scolastico vittoriano, vanta più di trent’anni di attività, circa 400 dipendenti e quasi un migliaio di progetti in tutto il mondo. Attraverso le sue opere, come il museo MAXXI a Roma, l’architettura e la pianificazione urbanistica allargano i loro confini, sperimentando nuovi concetti spaziali in grado di arricchire i paesaggi esistenti, nell’ambito di una ricerca estetica che abbraccia tutti i campi della progettazione, dall’urbanistica al design industriale all’arredamento. ; L’immagine se disponibile, corrisponde alla copia in vendita.