Volti della contestazione. Strindberg, Peguy, Papini, Camus, Mishima, Kerouac, Boll. Ferdinando Castelli. MASSIMO, 1978.

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Descrizione

Editrice Massimo (Il nostro tempo 42); 1978; Noisbn; Copertina flessibile ; 00,5 x 00,5 cm; pp. 408; Prima edizione. ; piccola scritta a biro sotto il colophon, leggeri segni d’uso alla copertina, interno buono; Accettabile (come da foto). ; Se la contestazione è antica quanto l’uomo, in questi ultimi tempi essa ha assunto proporzioni così universali e ritmi così violenti quali mai si erano verificati nella storia. Sarebbe imperdonabile identificarla con le rivolte studentesche, con le azioni estremiste, con i furori di gente insoddisfatta o frustrata. È dovere di tutti sforzarsi di comprendere il significato di fondo di questo inquietante fenomeno che affonda le sue radici non solo nella storicità dell’uomo (elementi socio-economici, politici, forme religiose), ma anche nella sua dimensione metafisica (insofferenza del limite, inquietudine, utopia). Volti della contestazione intende offrire al lettore un aiuto alla comprensione della contestazione. A tale scopo l’Autore analizza l’opera di sette scrittori, tutti di primo piano, fortemente caratterizzati, paradigmatici, che hanno scelto di vivere la loro avventura umana e artistica all’ombra della contestazione. Nei loro volti si riflettono alcuni tratti di ognuno di noi. Sono: August Strindberg, Charles Péguy, Giovanni Papini, Albert Camus, Yukio Mishima, Jack Kerouac, Heinrich Böll. Studiandoli, l’Autore ha cercato di coglierne l’anima profonda che a volte è sfuggita a loro stessi e di presentarli in quella prospettiva di letteratura esistenziale sulla quale germoglia la verità del nostro essere e della nostra storia. ; L’immagine se disponibile, corrisponde alla copia in vendita.