Vita nova. Dante Alighieri. Einaudi, 1996.
Vuoi essere avvisato quando torna disponibile?
Einaudi (Nuova raccolta di classici italiani annotati 15); 1996; 8806132253; Copertina flessibile con risvolti e velina; 22,5 x 14,5 cm; pp. XLVIII-390; A cura di Guglielmo Gorni. Prima edizione nella collana. Scheda editoriale Ottobre 1996 .; Presenta minimi segni d’uso ai bordi (minime imperfezioni alla velina), interno ottimo, fogli ancora chiusi; Molto buono (come da foto). ; Iniziata nel 1939 con le memorabili Rime di Dante di Gianfranco Contini, la «Nuova Raccolta» presenta ora, indispensabile integrazione, la Vita Nova. L’affascinante «libello» evoca i sentimenti e le concezioni che caratterizzano il primo periodo della poesia dantesca; ed è anche un commento d’autore a gran parte delle composizioni di gioventú. Con la narrazione, stilizzata a posteriori per un chiaro disegno idealizzante, ma anche attraversata da sogni o visioni di stampo profetico, e con le enunciazioni sulla propria poetica, che fu determinante per lo Stilnovo, Dante ci ha dato un’opera fitta di commenti e riferimenti, che vanno illustrati con grande scrupolo. E quanto ha fatto Guglielmo Gorni, mettendo in opera un cospicuo impegno interpretativo: introduzione, note esegetiche, «saggio di lettura» analitico. Lo sfondo culturale remoto e prossimo dell’opera è stato vagliato a fondo. Il testo critico messo a punto da Michele Barbi nel 1907, e ancora riveduto nel 1932, viene per la prima volta modificato da Gorni, che v’introduce novità considerevoli, contestando lo statuto di vulgata di cui questo testo ha goduto sinora. Anzitutto si rileva il diverso modo di trattare gli usi grafici, che porta fra l’altro un incremento delle forme latineggianti: in contrasto con la modernizzazione imposta a lungo da Barbi alla filologia italiana, e oggi sempre piú consapevolmente abbandonata. La stessa scelta linguistica, che in mancanza di documenti autografi va dedotta dal confronto fra i codici, è attuata in modo diverso da quello di Barbi. Inoltre (ed è l’innovazione piú vistosa) la segmentazione del testo in capitoli (o paragrafi, come dicono Barbi e Gorni) viene rivoluzionata rispetto a quella tradizionale, avallata in sostanza da Barbi. I 42 capitoli di Barbi diventano 31 per Gorni, che tra l’altro riscontra possibili implicazioni numerologiche nel nuovo assetto. La modifica, apparentemente formale, incide dunque nella sostanza del testo, suggerendo differenti deduzioni. Lettura moderna di un testo rinnovato: questo ci offre il presente volume. ; L’immagine se disponibile, corrisponde alla copia in vendita.








