Vai troppo spesso a Heidelberg. Racconti 1947 – 1979. Boll Heinrich. Einaudi, 1981.

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Einaudi (Supercoralli); 1981; Noisbn; Rilegato con titoli al dorso, sovracoperta ; 22,5 x 14,5 cm; pp. 110; Traduzione di Italo Alighiero Chiusano, Renata Buzzo Margari. Prima edizione nella collana; Presenta leggeri segni d’uso ai bordi (piccole imperfezioni), interno senza scritte; Molto buono, (come da foto). ; La vita del giovane anonimo protagonista di Vai troppo spesso a Heidelberg – il racconto forse piú significativo di questa nuova raccolta dello scrittore tedesco Premio Nobel 1972 si snoda semplice e lineare; l’avvenire si annuncia roseo e rassicurante, tra gare in bicicletta, genitori premurosi, colazioni a base di caffè, pane tostato, burro, uova e miele, l’ardore della fidanzata, l’affabilità solo un poco affettata dei futuri suoceri. Ma basta una minuscola, apparentemente trascurabile imperfezione – «Sí, lo so, vado troppo spesso a Heidelberg… Me lo sento dire da tutte le parti – perché il congegno si guasti e si blocchi, e in questo rispettabile scenario di società tedesca contemporanea tutto si paralizzi. Dalla denuncia del perbenismo piccolo-borghese all’orrore per la guerra, dalla condanna dell’intolleranza all’inquietudine di fronte a un ordine sociale che atrofizza le coscienze, ricorrono in queste pagine, tra passione e ironia, i temi fondamentali della narrativa di Böll. Sono storie brevi, talvolta brevissime, che si ricompongono in un ritratto, spesso amaro, della Germania di ieri e di oggi: l’ordine ottuso, la logica disumana, le piccole viltà della miseria e della solitudine, i riti mortificanti di una crisi familiare, i fastidi e le goffaggini della vita di società… ; Scheda a cura di Equilibri libreria. L’immagine corrisponde alla copia in vendita. 011.83.90.381