Uomin e no. Vittorini Elio. Einaudi, 1980.

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Einaudi (Gli Struzzi 222/5); 1980 ; Noisbn; Copertina flessibile; 19,5 x 12 cm; pp. 214; ; Segni d’uso e del tempo, interno pulito e senza scritte, fioriture sparse ; Accettabile (come da foto). ; Il titolo italiano di questo romanzo “Uomini e no” significa esattamente che noi, gli uomini, possiamo anche essere ‘non uomini’. Mira cioè a ricordare che vi sono, nell’uomo, molte possibilità inumane. Ma non divide l’umanità in due parti: una delle quali sia tutta umana e l’altra tutta inumana». Cosi, nel 1947, Vittorini proponeva di precisare in una nota all’edizione francese del romanzo, uscito in Italia due anni prima e scritto in pieno periodo resistenziale, quando l’autore era militante clandestino del Pci. La narrazione procede su due piani distinti, eppure complementari, convergenti nella figura del protagonista, Enne 2. Il primo è il piano della vicenda storica, pubblica e corale: la lotta militare al nazifascismo condotta da un gruppo di partigiani guidati da Enne 2. Il secondo è il piano della vicenda privata di Enne 2: il suo amore impossibile per Berta, ancora legata al marito, le riflessioni nella solitudine della clandestinità, l’emergere di ricordi e sensazioni infantili, l’abbandono a fantasie irreali. Si tratta, forse, dello sforzo piú impegnativo di Vittorini di « portare “altre cose” ad essere poesia » e di percorrere fino alle estreme conseguenze la strada imboccata con «Conversazione», con un’eco accentuata della narrativa americana e di Hemingway in particolar modo. Il libro, infatti, cerca di trasfigurare poeticamente non piú solo la storia, ma addirittura una cronaca palpitante, e la coscienza della contraddittorietà di qualsiasi azione umana, anche la piú giusta. Non sempre questi propositi sono felicemente realizzati. Sarebbe tuttavia ingiusto fermarsi ai limiti di quest’opera, segnalati, del resto, dallo stesso autore che vi riconosceva le stesse carenze di «Garofano rosso», lo stesso carattere di libro nato da una non-voglia di scriverlo. In anni in cui si stava affermando il gusto neorealistico del documento, della testimonianza di vita, della narrazione basata sulla verità dei fatti esposta direttamente, quasi nativamente, senza mediazioni letterarie, «Uomini e no», che pure risente del clima neorealistico, è frutto di impegno sul piano dello stile del linguaggio, della «scrittura». II lettore di oggi, poi, potra riconoscersi nella dialettica fra l’affermazione della necessità doverosa dell’impegno politico e il rifiuto della politica come totalità, la rivendicazione di spazi personali in cui giocare il proprio destino individuale di felicita o di non felicità. Carlo Minoia ; Scheda a cura di Equilibri libreria. L’immagine corrisponde alla copia in vendita. 011.83.90.381