Una vita. Traduzione di Natalia Ginzburg. Guy de Maupassant. Einaudi, 1992.

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Descrizione

Einaudi (Scrittori tradotti da scrittori 57); 1994; 9788806135270 ; Copertina flessibile con risvolti; 17 x 12,5 cm; pp. 309; Traduzione di Natalia Ginzburg. Postfazione “Racine, Flaubert, Natalia” di Giacomo Magrini Prima edizione nella collana; Minimi segni d’uso ai bordi della copertina, interno ottimo; Ottimo (come da foto). ; Come ogni traduzione letteraria, anche questa di Une vie è influenzata profondamente dall’idea complessiva che il traduttore si fa e del contenuto e della forma dell’opera. Una cosa è vedere il perno del romanzo di Maupassant nel consumarsi di una passività innocente; cosa diversa è scorgerlo nell’incipiente manifestarsi di un matriarcato spettrale. Una cosa è situare il romanzo nell’orbita assorbente del magistero flaubertiano; cosa diversa è sentirlo aprirsi a un linguaggio e a un’organizzazione risalenti, nella fattispecie raciniani. La tendenza del suo proprio lavoro creativo ha portato Natalia Ginzburg a individuare il secondo aspetto del contenuto; la sua approfondita conoscenza di Madame Bovary le ha mostrato con estrema concretezza le grandi differenze tra Flaubert e Maupassant, e la sua traduzione di Una vita, pensasse lei o meno alla tragedia raciniana, insiste in ogni caso su una magnanima nobiltà-semplicità espressiva. D’altra parte, i due aspetti, del contenuto e della forma, sono confluenti; perché quello che sancisce l’assetto matriarcale vuoto, cioè il ritrovarsi di Jeanne e Rosalie e la loro vita in comune, non è che il riverbero della simbiosi tragica fra eroina e confidente, con il suo meccanismo d’incolmabile distanza e di coinvolgimento totale. Dalla postfazione di Giacomo Magrini ; L’immagine se disponibile, corrisponde alla copia in vendita.