Un solo re, un solo impero. Filippo II di Spagna. Geoffrey Parker. Mulino, 1985.
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Mulino (Biblioteca storica.); 1985; 8815008160; Rilegato con titoli al dorso, sovracoperta ; 21,5 x 15,5 cm; pp. 265; Traduzione di J. Catalano ;«Un solo re, un solo impero e una sola spada». Con queste parole Hernando de Acuña canta l’arrivo del «giorno promesso» in un sonetto dedicato a Filippo II. E se nei versi del poeta spagnolo è possibile trovare tutta la retorica della poesia cortigiana, è però vero che il regno di Filippo II è ricordato come quello del più potente monarca della cristianità dal momento che i confini del suo impero attraversavano gli oceani e accerchiavano il mondo. Il ruolo pubblico del sovrano, certo il più noto del periodo della Grande Spagna, è entrato ormai nella «grande» storia: dalla guerra contro le province olandesi alla costruzione di quella Invencible Armada che contenderà agli inglesi il dominio sui mari. Ma la sua immagine privata è entrata nella leggenda. Religioso fino al fanatismo, provava un piacere quasi estatico nell’assistere all’agonia degli eretici che riteneva suo dovere far bruciare pubblicamente. Amante dei giardini, del cibo, della musica e dell’arte, era un vero esperto di Tiziano e amava il genio di Bosch, disconoscendo invece la pittura del Greco. Passò metà della sua vita nell’esercizio della guerra e l’altra metà nella costruzione di quello straordinario ritiro monastico che è l’Escorial dove finì per rinchiudersi ed isolarsi. Le contraddizioni, le ambiguità e le grandezze di questo sovrano, della sua corte e della storia di quel periodo sono mirabilmente descritte in questo libro che, fondato su una base documentaria di grande importanza storica – le carte di Altamura e la corrispondenza privata inedita del sovrano, scorre con la semplicità di un racconto..; Scheda a cura di Equilibri libreria. L’immagine corrisponde alla copia in vendita. 011.83.90.381








