Teatro (Il compleanno. La stanza. Il calapranzi. Il guardiano. Un leggero malessere. Una serata fuori. La collezione. L’amante. I nani. Il ritorno a casa. Notte). Pinter Harold. Einaudi, 1972.

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Einaudi (Supercoralli); 1972; Noisbn; Rilegato con titoli al dorso, sovracoperta; 22,5 x 15 cm; pp. 410; Traduzione di Maria Silvia Codecasa, Romeo de Baggis, Laura del Bono ed Elio Nissim. Prima edizione nella collana. ; Presenta segni d’uso ai bordi della sovracoperta, interno pulito e senza scritte, timbro al frontespizio; Buono (come da foto). ; Sul contributo decisivo che i giovani «arrabbiat» inglesi hanno dato alla scena contemporanea, nessuno ha dubbi. La ventata di ribellione che Osborne, Wesker, Arden e compagni hanno immesso con irruenza sulla scena inglese ha contribuito certo a spazzar via le convenzioni piú logore del vecchio teatro d’intrattenimento. Ma a distanza di alcuni anni dal suo manifesto (Declaration), questo gruppo sembra aver perso molta parte della sua carica polemica e della sua forza di scandalo. Harold Pinter appartiene, se guardiamo ai puri dati anagrafici, alla stessa generazione. Ma il suo lavoro si è svolto piuttosto in parallelo che insieme a quello dei coetanei. Diversa è apparsa sin dalle prime prove la sua formazione, il suo gusto per una certa cultura, non solo teatrale, tra Kafka e Beckett, tanto per intenderci. E diverso, e senza dubbio superiore, è sembrato l’accanimento con cui questo giovane scrittore esplorava e scavava gli sconfinati territori della parola teatrale. Pinter ha dalla sua il vantaggio di credere nella parola: e su di essa lavora con accanimento caparbio, la leviga e l’assottiglia con precisione tutta artigianale. Ciò è tanto piú paradossale in quanto in lui la parola è la misura del silenzio degli uomini: quanto piú si affannano a parlare, a descriversi e a raccontarsi, tanto piú i personaggi di Pinter circoscrivono, in atroci e ben delimitate mappe, gli spazi della propria solitudine: e ad essa non c’è via d’uscita, se non, ancora una volta, il monologo frenetico sino al delirio. Questo volume raccoglie per la prima volta in Italia la produzione teatrale di Pinter da Il compleanno (1958) a Notte (1969), in tutto undici commedie di varia ampiezza e articolazione (a parte verranno pubblicate in questa stessa collana alcune delle commedie scritte per la televisione: e se ci fosse spazio, sarebbe da documentare il lavoro eccellente del Pinter sceneggiatore per il cinema). Rilette tutte insieme, cosí come ce le propone questa compatta silloge, le commedie di Pinter testimoniano di una singolare coerenza di ispirazione. Se è proprio del teatro militante reinventarsi giorno per giorno sulle assi del palcoscenico e cedere perciò inevitabilmente alle suggestioni delle mode, possiamo dire che Pinter già si colloca, per quanto ancor giovane, sul piano di una ricerca piú rigorosa e solitaria: e in questo modo si situa tra le poche certezze del teatro mondiale del dopoguerra. ; Scheda a cura di Equilibri libreria. L’immagine corrisponde alla copia in vendita.