Storia del kilim anatolico. Valcarenghi Dario. Electa, 1994.

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Electa ; 1994; 9788843548361; Rilegato in tela con titoli al dorso, sovracoperta ; 29 x 26 cm; pp. 216; A cura di Dario Valcarenghi. Volume illustrato a col. e b/n. Numerose fotografie; Presenta lievi segni d’uso ai bordi (minime imperfezioni), interno senza scritte, volume saldo; Molto buono (come da foto). ; Un ampio studio dedicato alla tradizione del kilim anatolico, analizzato nelle sue radici simboliche, mitiche e rituali. La tradizione del kilim risale, nel tempo, lungo cinquecento generazioni, da quando, ancora in epoca neolitica, la prima civiltà si esprimeva all’interno di una cultura femminile. Per questo motivo, per il complesso simbolico che anima i suoi segni e i suoi colori, per la straordinaria e sempre uguale ritualità di cui era all’origine, l’antico kilim si propone fra le opere più significative della cultura e comunque l’unica che ci arrivi da cosi lontano. Ma soprattutto il kilim si muove, palpita, vive, trasmette emozioni, è uno spettacolo naturale, icona vivente speculare alla nostra esistenza, in cui luci e ombre, colore e dinamica affermano la propria specificità in quell’eterno che per alcuni è divino. Sommario: Il kilim anatolico e il suo significato simbolico. Il kilim anatolico tra mito e storia. L’immagine dell’ambivalenza originaria. Il corpo della dea. L’acqua primordiale. Le mani aperte. La doppia ascia. Le stelle a sei punte. La caverna. La triplice forma. Analisi di un kilim: la “dea dei rombi”. Il kilim delle sette dee. Il kilim della Grande Madre. Introduzione al catalogo. Catalogo; Scheda a cura di Equilibri libreria. L’immagine corrisponde alla copia in vendita. 011.83.90.381