Shirwan. Cohen Maria. Allemandi, 1995.
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Allemandi ; 1995; 8842206008; Rilegato con titoli al dorso, sovracoperta; 31,5 x 22 cm; pp. 127; A cura di Cohen Maria. Volume illustrato a col. completamente in carta patinata. Numerose fotografie. Testi inglese italiano; Presenta leggeri segni d’uso ai bordi (piccole imperfezioni), interno senza scritte, volume saldo; Molto buono (come da foto). ; Monografia dedicata ai tappeti di Shirwan, tra le espressioni più raffinate della tradizione tessile caucasica. Il volume ricostruisce il contesto storico, simbolico e tecnico delle produzioni tribali, analizzando motivi, tinture, materiali e varianti locali. Le quaranta schede documentano esemplari di grande qualità, offrendo un riferimento essenziale di arte tessile caucasica. Questo libro nasce da un viaggio che attraversa paesaggi, popoli e secoli. Dalle betulle leggere della Pachra, vicino a Mosca, fino alle montagne e alle pianure del Caucaso, si dispiega un mondo in cui natura, vita nomade e arte si intrecciano. Nei loro oggetti quotidiani si rivela una spiritualità che non ha bisogno di monumenti per essere riconosciuta. Tra tutte le loro creazioni, i tappeti di Shirwan occupano un posto speciale. “Amatissimi Shirwan”: piccoli capolavori pastorali, primitivi e raffinati, che hanno conservato nei secoli un’identità intatta. Ogni villaggio, ogni tribù, ogni famiglia ha lasciato un segno diverso, un simbolo, una variazione, una voce. Le stelle dei Lesghi, le fiammelle dei Marasali, le tracce degli antichi adoratori del fuoco: ogni motivo è un frammento di storia, un gesto che attraversa il tempo. La fabbricazione del tappeto era un’opera collettiva. Le donne anziane filavano, gli uomini preparavano le tinture, i giovani annodavano su telai di legno essenziali. L’ordito teso, il nodo Ghiordes, la trama che compatta il lavoro, le frange, le cimose, la rasatura finale: ogni passaggio era parte di un sapere condiviso, tramandato come un patrimonio familiare. La lana, nutrita dai pascoli limpidi del Caucaso, veniva lavata, selezionata, filata con cura. Le tinture naturali creavano una tavolozza viva e inalterabile: rossi di robbia e coccinella, blu d’indaco, gialli di zafferano e reseda, verdi e neri ottenuti da combinazioni segrete. Ogni famiglia custodiva formule che nessun altro conosceva. Le diverse regioni del Caucaso hanno sviluppato caratteristiche proprie: il vello soffice dei Daghestan, la finezza dei Tchi-Tchi, l’ordito in crine dei Derbent, la perfezione dei Shirwan, la ruvidità vigorosa dei Karabagh, la compattezza dei Cabistan. Colori e motivi resistono al tempo; bordi e frange, talvolta restaurati, non ne intaccano il valore. ; Scheda a cura di Equilibri libreria. L’immagine corrisponde alla copia in vendita. 011.83.90.381






