Senso, corpo, poesia: Giambattista Vico e l’origine dell’estetica moderna. Giuseppe Patella. Guerini e Associati, 1995.

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Descrizione

Guerini e Associati (Guerini scientifica); 1995; 9788881070343; Copertina flessibile; 20,5 x 13 cm; pp. 176; ; leggeri segni d’uso ai bordi della copertina, interno buono; Buono (come da foto). ; Sostenendo l’indipendenza delle facoltà sensibili e percettive, il valore autonomo dell’universo fantastico e poetico, la sua piena dignità e legittimità speculativa prima di Baumgarten e, soprattutto, prima di Kant, l’estetica di Giambattista Vico non può non rappresentare un primo compiuto tentativo di definizione dell’orizzonte teorico dell’estetica moderna. Questa la tesi di fondo del libro, che si propone di riaprire, dopo Croce, il discorso sulla riflessione estetica vichiana, di ripensarne l’identità alla luce di una prospettiva filosofica appuntata attorno alla nozione di corpo, e di dirne ancora oggi tutta l’originalità e l’attualità. Se è vero che il pensiero vichiano rappresenta un contributo determinante per la formazione dell’estetica come disciplina filosofica, è perché in esso strettissima è la connessione tra interrogazione estetica e teoria del corpo. Le forti tensioni concernenti la sensibilità, la temporalità, l’affettività, l’immaginazione, la memoria, che attraversano per intero la riflessione vichiana, e che sono direttamente riconducibili alla nozione di corporeità, sembrano infatti convergere verso una compiuta teorizzazione estetica del corpo e, dunque, verso una compiuta teorizzazione dell’estetica in quanto tale. Viene così alla luce una riflessione che individua nel corpo, come plesso memorativo-fantastico-poetico, il proprio centro significativo, e che afferma in tal modo il fondamento corporeo, cioè intuitivo, percettivo, simbolico dell’estetica stessa. ; L’immagine se disponibile, corrisponde alla copia in vendita.

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