Scienziati, contadini e proprietari. Botanica e agricoltura nell’Europa occidentale, 1350-1850. Ambrosoli Mauro. Einaudi, 1992.

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Einaudi (Biblioteca di cultura stica 190.); 1992; 9788806128821; Rilegato con sovracoperta ; 21,5×15,5 cm; pp. XIV-468; Prima edizione. ; imperfezione alla sovracopertina che presenta lacerazioni, leggeri segni d’uso generali, interno ottimo; Buono (come da foto). ; Tra i secoli xv e XIX si impose e si diffuse in Europa la cosiddetta «nuova agri-coltura»: ovvero il sistema agrario basato sulla rotazione continua, sul binomio agricoltura-allevamento e sulla coltivazione delle foraggere (trifoglio, veccia, lupini, lupinella e erba medica in particolare) e di altre colture intercalari. Ma, come si desume dall’arco cronologico alquanto ampio, la sua affermazione fu un lungo processo che si accompagnò alla transizione dal mondo precapitalistico alla società moderna e che incontrò sul proprio cammino non poche difficoltà. La crisi dell’agricoltura medievale segnò il momento di avvio di questo accidentato percorso: allora presero le mosse quelle molteplici, eterogenee, reazioni individuali che videro in conflitto – sia nel ricorso alla tradizione dei testi antichi di botanica, sia nell’applicazione di nuove tecniche scienziati e gente comune, grandi proprietari e contadini, fittavoli, mezzadri e piccoli proprietari. A confronto con cognizioni teoriche e con risultati pratici, in uno scambio continuo fra ambiente selvatico e terre coltivate, interessi e culture diverse si contesero e si incrociarono in una successiva rielaborazione delle conoscenze e nella ricerca di sempre nuove soluzioni. I testi della sapienza botanica circolarono al pari delle sementi, e i diversi criteri di lettura di quelli si sovrapposero alle molteplici pratiche d’uso di queste.; L’immagine se disponibile, corrisponde alla copia in vendita.