Richard Meier. Valérie Vaudou. Electa, 1986.

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Electa (Documenti di architettura); 1986; 8843520776; Copertina flessibile con risvolti; 24 x 12 cm; pp. 157; Prima edizione. Numerose fotografie b/n nel testo e fuori testo.; leggeri segni d’uso alla copertina, interno buono, lievi fioriture al taglio superiore ed alla copertina; Buono (come da foto). ; Erede della tradizione sedimentatasi attraverso le opere dei principali esponenti di quella che ormai comunemente viene definita la “scuola toscana”, illustrata, primo su tutti, da Giovanni Michelucci e da architetti quali Leonardo Savioli e Leonardo Ricci, Adolfo Natalini ha attraversato vicende caratteristiche dell’architettura degli ultimi vent’anni. Dopo le dissacranti esperienze compiute in seno ad una formazione della neoavanguardia fiorentina come il Superstudio, laboratorio dei più creativi tra quelli formatisi alla metà degli anni sessanta, Natalini ha successivamente sviluppato una pratica professionale capace di cogliere il progressivo mutare del clima culturale che ha portato al rinnovamento delle espressioni di punta della cultura architettonica internazionale a partire dal 1975 circa. Tra queste esperienze va annoverata l’opera recente di Natalini, che nel riformulare i termini della propria ricerca non ha abbandonato del tutto lo spirito che si può cogliere nelle sperimentazioni neovanguardistiche del decennio precedente. Di questa critica continuità, che di per sé illustra un tragitto originale nella storia dell’architettura contemporanea, sono espressione i progetti più recenti che con crescente prolificità Natalini è venuto elaborando, imponendosi, negli ultimi anni, all’attenzione della cultura professionale e della critica internazionale. Aperti al dialogo con concomitanti e ben definite esperienze contemporanee si pensi ai confronti che Natalini coltiva con personaggi quali O.M. Ungers, James Stirling, Mario Botta e con i più brillanti coetanei italiani i progetti e le realizzazioni di Natalini vengono maturando, a partire dall’ancora provocatcria Bahnhofapotheke Krause (1976-78), quella progressiva asciuttezza e compostezza tettonica che ben contraddistingue la sede bancaria di Alzate Brianza (1979-83), il Centro contabile di Zola Pedrosa (1979-81), i progetti per le piazze fiorentine e per il nuovo padiglione Italia ai Giardini della Biennale di Venezia. Queste prove, ampiamente illustrate nel presente volume che offre una ricognizione completa del lavoro compiuto dall’architetto toscano, presentano qualità felicemente riassunte nell’intervento che Natalini compie per la risistemazione e il “restauro” del teatro della Compagnia a Firenze (1984-87), una costruzione, questa, di sobria eleganza, una dimostrazione di buona sapienza costruttiva e di chiaro gusto tettonico, un risultato di rilievo tra quelli conseguiti dall’architettura italiana degli anni ottanta. ; L’immagine se disponibile, corrisponde alla copia in vendita.