Psicologia debole. Girard Giorgio. Tirrenia-Stampatori, 1999.
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Tirrenia-Stampatori (Momenti 6); 1999; 8877634472; Copertina flessibile ; 21 x 15 cm; pp. 273; Prima edizione.; Presenta leggeri segni d’uso ai bordi (piccole imperfezioni), interno ottimo, senza scritte; Buono+ (come da foto). ; Al crepuscolo del millennio, così pieno di inviti a riflessioni totalmente nuove dell’uomo verso gli altri e verso se stesso, la psicologia ha sempre maggiormente bisogno di guardarsi dal di fuori, perché, se essa ha “almeno due anime” – quella sostanzialistica e numerica e quella che valorizza l’ambiguo per le sue attitudini alla profondità -, solo la prima si allinea alle esigenze apparenti degli uomini, elargendo una supponente, altera, garanzia di solidità e rendendosi “pericolosa” per la sua inevitabile tendenza ad una cinica moralità di maniera. C’è un senso nel non senso della società? Una società che ci dice di essere amorali e funzionali ma in modo subdolo perché ce lo dice con le parole della massima moralità? Cosa può accadere all’individuo in una società che di fatto esilia Dio, la ragione, l’etica, la politica in quanto affetti da inconsistenza sostanziale, mentre in apparenza è garante massima della fondatezza della ragione, della fede, dei valori etici? E’ tutto questo di qualche competenza per la psicologia? Questa contraddizione tra affermato e negato è una contraddizione di fondo, un asse portante che contraddistingue la nostra epoca. Il grande fraintendimento del pensiero occidentale è d’altra parte quello di rendere statico ciò che è storico, unitario ciò che è plurimo e molteplice, opposto ciò che è compenetrato. Questo libro è tributario del pensiero di Jung almeno nel senso che tende ad accogliere il mistero come accrescitivo per la ragione; ma è nello stesso tempo “punto d’arrivo” d’una quasi ventennale riflessione sul porsi del soggetto empirico verso un cambiamento stravolgente e sradicante, cambiamento che dunque segnala la storia come soggetto reale. Il libro s’interroga quindi problematicamente sull’impatto fenomenico, sulla “tremenda pressione” che il soggetto empirico patisce, anche frammentando le sue condotte in una trasgressione tendenzialmente generalizzantesi. Occorre quindi pensare una psicologia che sia della stessa natura di questa nuova fatica umana a vivere – che è ben lungi dalla chiarezza e dalla distinzione del dualismo – e che sappia accogliere la carica spirituale che essa porta con sé. ; Scheda a cura di Equilibri libreria. L’immagine corrisponde alla copia in vendita. 011.83.90.381





