Pretesti di critica architettonica. Zevi Bruno. Einaudi, 1983.
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Einaudi (Saggi 660); 1983 ; 8806056719; Rilegato con sovracoperta; 21,5 x 16 cm; pp. 348; Prima edizione. Volume con 51 ill. ; Presenta leggeri segni d’uso alla sovracoperta (sbucciature), interno ottimo e senza scritte, volume saldo, lievissime fioriture; Buono, (come da foto). ; Il modo del narrare continuo dell’arte romana, scoperto da Franz Wickhoff, nelle sue applicazioni architettoniche. Filippo Brunelleschi, sorprendentemente anti-rinascimentale. Leon Battista Alberti come “non-artista” ma “architetto-critico”. Il “non-finito” come chiave interpretativa delle costruzioni di Michelangiolo. Il manierismo tormentato di Andrea Palladio. La resistenza a “berninizzare” Borromini. Il dialogo inatteso di Le Corbusier con la storia. L’espressionismo solitario di Erich Mendelsohn. Il creatore di parchi F. L. Olmsted e il genio di Frank Lloyd Wright nel panorama del dissenso americano. Questi i temi dei saggi della prima parte: un filmato di figure eretiche che contraddicono il linguaggio accademico. Nella seconda parte emergono i nodi della cultura architettonica antica e contemporanea: il bilinguismo italico tra “aulico” e “parlato”; l’ottica crociana e il “grado zero” di Roland Barthes; il nuovo ruolo della paesaggistica; la ricerca di identità nel design industriale; la concezione biblica ed einsteiniana dello spazio-tempo; la crisi delle facoltà di architettura e le prospettive di una critica alternativa. Si affrontano i temi più dibattuti della storiografia e delle polemiche sul futuro delle città e del territorio, verso una elaborazione ambientale libera da ipoteche conformistiche. Scheda a cura di Equilibri libreria. L’immagine corrisponde alla copia in vendita. 011.83.90.381






