Perceval o il racconto del Graal. Chrétien de Troyes. Guanda, 1979.
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Guanda (Biblioteca della Fenice 31); 1979; no isbn; Copertina flessibile; 16 x 10 cm; pp. 167; A cura di G. Agrati e M.L. Magini; segni d’uso alla copertina, interno buono; Buono (come da foto). ; Con Chrétien de Troyes, il maggior poeta medievale prima di Dante, la letteratura di materia bretone, legata al personaggio di Re Artù e dei favolosi cavalieri della Tavola Rotonda, tocca il suo momento di maggior compiutezza e raffinatezza. Con Perceval, che Chrétien non poté terminare poiché colto da morte (probabilmente poco prima del 1190), il mito del Graal entra nella letteratura francese. Con Perceval possiamo accostarci a un’opera e a un personaggio che oltre alla straordinaria potenza della poesia di Chrétien, sprigiona per noi l’indiscutibile fascino dell’epoca e delle sue leggi; un’epoca rispetto ai cui miti, all’élite che intendeva regolarla, Chrétien seppe collocarsi in posizione di piena armonia, descrivendo la nascita di un cavaliere, proponendo i momenti e le tappe essenziali della sua formazione: la cavalleria, quindi, ma anche, presenze decisive, l’amore e la religione come perfezionamento interiore. L’eroe di Perceval si presenta sulla scena sprovveduto, rude e selvaggio; ma s’avvia a divenire qualcosa di molto simile all’ideale d’uomo dei contemporanei di Chrétien: saprà quindi trattare con le dame, sarà in grado di esibire un non comune controllo di se stesso, potrà vincere in duello con eleganza. Personaggio, dunque, che si iscrive con forza in quel genere letterario didattico-morale assai diffuso in quel tempo. Ma l’originalità e la grandezza di quest’opera vanno ben oltre il genere. Certo notevole è la scelta della forma romanzesca e l’aver saputo creare un meccanismo narrativo efficacissimo, in grado di attrarre continuamente l’interesse del lettore. Inoltre fa spicco la ricchezza fantastica di Chrétien, che offre possibilità continue di stupore, aperture assai frequenti verso il mistero. I novemila versi del Perceval sono stati qui tradotti in una prosa italiana che si propone di restituire il ritmo narrativo di un’opera il cui stile doveva necessariamente tener conto dell’uso tipico dell’epoca: quello, cioè, della lettura pubblica del romanzo in versi presso le corti. ; Scheda a cura di Equilibri libreria. L’immagine corrisponde alla copia in vendita.








