Per chi suona la campana. Hemingway Ernest. Mondadori, 1965.

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Mondadori (Medusa 166.); 1965; Noisbn; Rilegato con titoli in oro al piatto e dorso, sovracoperta; 19,5 x 12 cm; pp. 489; Traduzione di Maria Napolitano Martone.; Presenta segni d’uso alla sovracoperta, con mancanze, lacerazioni, sbucciature, volume saldo, firma a biro alla prima pagina bianca, bruniture; Accettabile (come da foto). ; Per chi suona la campana Può sembrare strano che venticinque anni fa, al suo apparire, questa tragica azione che si consuma in un lampo durante uno dei momenti piú difficili della guerra civile spagnola, venisse fatta rientrare nel filone di letteratura sociale coltivato negli Stati Uniti durante gli anni trenta. Ma già all’atto della pubblicazione di Fiesta e di Addio alle armi l’attrazione esercitata sulla critica e sul pubblico dall’impetuoso polemista della “generazione perduta” non aveva escluso equivoci e diagnosi errate. L’atteggiamento eterodosso di Hemingway verso i valori “consacrati”, il gusto acceso per ogni realtà fisica, l’impassibilità di fronte ai sentimenti, ai fatti fisiologici, agli avvenimenti crudeli e non crudeli della vita, furono talvolta scambiati per una forma di nichilismo, per un nuovo, cinico culto della violenza. Il lettore provveduto che oggi si accosti a Per chi suona la campana sa, d’altra parte, che la puntigliosa lucidità della narrazione e la crudezza del linguaggio riflettono l’esigenza di semplicità e di chiarezza ribadita senza posa dallo scrittore americano. “La cosa piú difficile che ci sia al mondo è scrivere una prosa assolutamente onesta sugli esseri umani” disse una volta Hemingway.; L’immagine se disponibile, corrisponde alla copia in vendita.