Passione e ideologia (1948-1958). Pasolini Pier Paolo. Einaudi, 1985.
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Einaudi (Supercoralli); 1985; 9788806576202; Rilegato con titoli al dorso, sovracoperta; 22,5 x 15 cm; pp. XXII-448; Saggio introduttivo di Cesare Segre. Prima edizione nella collana. ; Presenta leggeri segni d’uso alla sovracoperta, volume saldo, interno pulito e senza scritte, lievemente brunito; Buono (come da foto). ; Apparso nel 1960, Passione e ideologia è un libro centrale nella vicenda creativa di Pasolini, e al tempo stesso un libro-chiave nella cultura italiana di questo dopoguerra. L’acutezza con cui Pasolini interpreta lo sviluppo della letteratura in Italia, dalla rivoluzione linguistica di Pascoli al neorealismo e allo sperimentalismo, si unisce infatti alla passione militante dichiarata sin dal titolo, e ne costituisce anzi la premessa: « “Prima passione e poi ideologia”, o meglio “Prima passione, ma poi ideologia”». Dove per «ideologia» bisogna intendere non un qualsiasi schema concettuale già dato, ma una inquieta ricerca di nuove «griglie» interpretative. Combinando in modo originale la filologia di Contini e la lezione di Gramsci, Pasolini si muove infatti con la febbrile determinazione dello scrittore che mira ad affrontare e risolvere i problemi connessi con il proprio lavoro. Il Pasolini scrittore è uno, e uno soltanto, sia che si esprima da poeta, da narratore o da saggista, sospinto com’è da «amore fisico e sentimentale per i fenomeni del mondo e amore intellettuale per il loro spirito, la storia ». Al centro del volume stanno due saggi di ampio respiro, due ardite panoramiche sulla poesia dialettale e su quella popolare in Italia nel nostro secolo. Pasolini è attento a cogliere le diversità sociali del paese tanto nella storia quanto nelle complesse realtà delle varie regioni, e giunge a precisare i rapporti tra lingua letteraria e dialetto come modo per uscire dai condizionamenti del linguaggio letterario tradizionale. Accanto a queste pagine tuttora validissime spicca poi una serie di splendidi saggi su figure come Pascoli e Gadda, Saba e Rebora, Penna e Bertolucci. La presente edizione, interamente riveduta sugli originali, si avvale di un saggio introduttivo di Cesare Segre, che inquadra magistralmente questa fase dell’attività pasoliniana. Se è vero che a partire dagli anni Sessanta Pasolini allargherà i suoi interessi, cercando nuovi interlocutori, parlando soprattutto da regista, scrittore e uomo pubblico, il Pasolini storico e critico ha trovato qui, scrive Segre, «la sua piú bella realizzazione ». ; Scheda a cura di Equilibri libreria. L’immagine corrisponde alla copia in vendita.








