Passi d’arme. Cordero Franco. Einaudi, 1979.
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Einaudi (Nuovi Coralli 245); 1979; Noisbn; Copertina flessibile ; 19,5 x 11,5 cm; pp. 433; Prima edizione nella collana ; Leggeri segni d’uso alla copertina (piccole imperfezioni), interno pulito e senza scritte, lievemente brunito; Buono (come da foto). ; Apparso tre anni fa, nella forma quasi clandestina che si addice ai libri scandalosamente diversi, poi rivisitato in ogni molecola, Passi d’arme si avvale di una prosa «trasparente, incisiva, pericolosamente satura di pensiero»: con queste credenziali stilistiche il «Times Literary Supplement» segnalava via via in Franco Cordero «l’ultima specie d’uomo che vi aspettereste di vedere emergere dalla scena culturale italiana, nemico spietato dei discorsi superficiali e pensieri malfermi», «maestro delle visioni oniriche e fantastiche», «originalissimo narratore». Anche questa volta la voce narrante copre spazi inconsueti, dalla violenza delle idee ai tableaux fantastiques: persone, eventi, luoghi, fenomeni del cielo e della terra compongono una poetica geometria dell’anima. In fondo scorre la Teti, immensa, bianca, sbarrata a monte da una piazzaforte. L’epicentro è Lotario, tra le montagne, nella valle dell’Issopo, in un angolo morto della guerra. Il governo sta soccombendo colpevolmente, i vincenti svernano alle Chiuse. Si prevede una stagione quieta, soprattutto se nevicasse molto. Nominalmente comanda il maggiore Moia, vecchio stratega malato: gli scavano la fossa l’intendente e l’alfiere Arete. Scelto da Ruy, l’ultimo venuto, Bort diventa il ventesimo in un plotone d’esploratori. E quest’avventura vagabonda riempie un inverno secco, da san, Martino a un’ondata tiepida dopo la Merla. ; Scheda a cura di Equilibri libreria. L’immagine corrisponde alla copia in vendita. 011.83.90.381





