Oltre la soglia. Una vita nell’Opus Dei. Un viaggio nel fanatismo. María Del Carmen Tapia. Baldini Castoldi, 1996.
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Baldini Castoldi (I Saggi 77); 1996; 9788880891352; Copertina flessibile con risvolti ; 23 x 14 cm; pp. 532; Traduzione di G. Guadalupi. ; pagine leggermente ondulate, causa umidità (asciutta) da metà libro in poi, leggeri segni d’uso alla copertina; Accettabile (come da foto). ; Una massoneria bianca. Un’associazione dai fini non meglio precisati. Un covo di cospiratori. Dell’Opus Dei si è detto di tutto. Ma cosa succede in realtà dietro il portone ermeticamente chiuso della sede di via di Villa Sacchetti 36, a Roma? María del Carmen Tapia ha varcato quella soglia ed è rimasta dall’altra parte per diciotto anni. E quando ne è uscita ha deciso di sfidare le ritorsioni, le campagne di diffamazione, le minacce, per rivelare per la prima volta la verità. L’Opus Dei non è infatti un’associazione per testimoniare il Vangelo nella vita di tutti i giorni, ma una congregazione in cui le persone, isolate dalla realtà esterna, vengono indottrinate, costrette a gravi sacrifici economici e trasformate in docili e fanatici burattini nelle mani dei superiori. Una congregazione in cui il culto del fondatore viene prima di qualunque altro dogma cattolico. E un universo dominato dal sospetto e dalla delazione, simile a un incubo kafkiano governato con i metodi delle polizie segrete. Dove si insegna a non pensare e a sacrificare i propri talenti migliori in nome dell’«unità» e del «buono spirito». Quella di María del Carmen Tapia è una testimonianza scrupolosamente documentata, impressionante e coraggiosa. Eppure non vi ritroviamo quel rancore e quel manicheismo cosi tipico dello spirito dell’Opera. Quando ne uscì, un sacerdote chiese all’autrice perché, malgrado tutto, continuasse a essere una buona cattolica. «Perché Dio non ha niente a che vedere con l’Opus Dei» ; L’immagine se disponibile, corrisponde alla copia in vendita.








