Odessa. Splendore e tragedia di una città di sogno. King Charles. Einaudi, 2013.

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Descrizione

Einaudi (La biblioteca 3); 2013; 9788806217419 ; Rilegato con titoli al dorso, sovracoperta; 22,5 x 14,5 cm; pp. XIV-322; Traduzione di Cristina Spinoglio. 28 fig. in b/n. nel testo, 2 cartine; Presenta minimi segni d’uso ai bordi, interno senza scritte; Molto buono (come da foto).; A partire dalla sua fondazione, nel 1794, fino a oggi, Odessa ha lottato per sopravvivere tra i due opposti poli del successo e dell’autodistruzione. Come molte altre vivaci città portuali e come molti tessuti urbani multiculturali, essa ha sempre liberato i suoi demoni piú vitali, quegli spiritelli che incarnano le muse palpitanti della società metropolitana e i creatori instancabili dell’arte e della letteratura. Spesso, tuttavia, ha lasciato emergere anche i lati piú oscuri, quelli che stanno in agguato nei vicoli e bisbigliano parole di odio religioso, invidia di classe e vendetta etnica. Quando tutto andava per il meglio, Odessa era in grado di formare artisti e intellettuali il cui talento seppe illuminare il mondo. Quando invece tutto crollava, il nome della città divenne sinonimo di fanatismo, antisemitismo e bieco nazionalismo. Questo libro segue l’arco della storia di Odessa sin dagli albori della sua esplosione urbanistica, passando dalle tragedie che hanno costellato il xx secolo, fino a quella che si può considerare la sua consacrazione al regno del mito e della leggenda. Intende tracciare la storia attraverso cui generazioni di odessiti, nativi o trapiantati, hanno costruito una città con un assetto unico nel suo genere, un luogo chiamato a diventare il porto piú ambito della Russia e la fonte di ispirazione di scrittori come Aleksandr Puškin e Isaak Babel’. La storia della città si intreccia con quella di alcune vite individuali emblematiche, celebri od oscure, che l’hanno resa la patria prediletta di ebrei, russi, ucraini e molti altri.; L’immagine se disponibile, corrisponde alla copia in vendita.