Mio figlio il Che. Ernesto Guevara Lynch. Editori Riuniti, 1981.
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Editori Riuniti (Biografie 10); 1981; Noisbn; Copertina flessibile ; 21,5 x 15 cm; pp. 344; Traduzione di I. Gallo, B. Vignola. Prima edizione. ; segni d’uso e del tempo alla copertina, interno senza scritte, brunito ; Accettabile (come da foto). ; È un Che Guevara inedito quello che esce dalle pagine scritte da suo padre, Ernesto Guevara Lynch, borghese di sinistra catapultato dal figlio nel vivo del movimento rivoluzionario latino-americano. E non solo perché questo libro dipinge un Che familiare, figlio sollecito e fratello ironico, bambino cagionevole di salute e brillante studente; ma perché assistiamo all’ infanzia di un rivoluzionario fuori del mito e della classica iconografia dell’eroe. Un Che« uomo comune, con le incertezze, i conflitti intimi, i ripensamenti di tutti gli uomini; ma con la consapevolezza e la determinazione dell’impegno per qualcosa in piú ». Ernesto Guevara Lynch è nato l’11 febbraio 1900 a Buenos Aires, dove frequentò le scuole elementari e medie. Si iscrisse alla facoltà di ingegneria nel 1918, passando poi a quella di architettura, e lavorando in seguito nell’edilizia. Nel 1927 sposò Celia de la Serna, dalla quale ebbe cinque figli: Ernesto, medico, Celia, architetto, Roberto, avvocato, Ana María, architetto e Juan Martin, giornalista, che fu recluso per sei anni nel penitenziario di Rowson, in Argentina, per il solo fatto di essere fratello del Che. Rimasto vedovo nel 1965, Ernesto Guevara Lynch si risposò con Ana María Erra, dalla quale ha avuto tre figli. Senza militare in alcun partito politico, fu sin dall’adolescenza accanto agli uomini della sinistra argentina, e appoggiò il suo amico Alfredo Palacios, leader del partito socialista. Partì nel 1974 dalla sua patria per stabilirsi con la famiglia a Cuba, dove risiede attualmente. ; L’immagine se disponibile, corrisponde alla copia in vendita.






