Memorie segrete sulla reggenza. Duclos Charles-pinot. Sellerio, 1988.
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Sellerio (La diagonale 28); 1988; Noisbn ; Copertina flessibile con risvolti ; 21,5 x 15 cm; pp. 301; A cura di Giuseppe Scaraffia ; leggeri segni d’uso alla copertina, interno pulito; Buono (come da foto). ; Charles-Pinot Duclos, storico e accademico di Francia, era temuto nei salotti del tempo per la sincerità fuori d’etichetta e per la salacia dei suoi motti. Temuto e perdonato e ricercato, nella Parigi di subito prima la Rivoluzione, come una specie di Oscar Wilde più rozzo e libertino. La storia era per lui una spada di giustizia, e queste memorie della Reggenza corrono come una lunga sentenza: « Se la storia che scrivo non è militare, né politica, né economica scrive nell’introduzione -, mi chiederete dunque com’è quella che mi propongo di scrivere. È la storia degli uomini e dei costumi. Si dice che la storia deve essere pubblicata solo molto tempo dopo la morte di coloro di cui si parla. Penso, al contrario, che la storia, per essere utile, non appare mai abbastanza presto. Sarebbe da auspicare che chi ha partecipato a un governo possa sentire in anticipo la voce della posterità, subire la giustizia della storia, conoscere il vero giudizio del pubblico, vedersi insomma interamente nello specchio della storia ». Un moralista dunque. Ma Voltaire lo salutò « buonasera Sallustio », e Stendhal ne consigliava alla sorella la lettura per formarsi; e, se si pensa ai gusti di Stendhal e di Voltaire, quel moralismo assume forse la sua forma propria: una sentenza che continua la salacia spinosa di Duclos nei salotti. Rivalsa duratura dell’intelligenza contro chi, per stupidità, intolleranza o interesse, ha commesso ingiustizia: ed è il tipo di rivalsa prima e oltre la storia come scienza per valersi della quale tutti vorremmo essere storici. ; L’immagine se disponibile, corrisponde alla copia in vendita.








