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Memorie politiche 1916 – 1925. Salandra Antonio. Garzanti, 1951.

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Garzanti (Meorie e documenti. Memorie politiche.); 1951; Noisbn; Copertina flessibile con sovracoperta ; 21,5 x 14 cm; pp. 140; Prima edizione. Foto autore ; Presenta leggeri segni d’uso ai bordi della sovracoperta, interno senza scritte, lievemente brunito; Buono, (come da foto). ; Quattro sono le parti di cui si compongono queste Memorie politiche, che vedono la luce venti anni dopo la morte dell’eminente uomo di governo. La 1 parte, in una relazione al Re, descrive origini e svolgimento della crisi che portò nel giugno 1916 alla caduta del Ministero che un anno prima aveva dichiarato la guerra; la 2, con vivacità d’impressioni dirette e ricchezza di particolari ignorati, rivive le giornate della marcia su Roma e chiarisce come il fascismo sali al potere; la 3 illustra le fasi della collaborazione della Destra liberale con il primo e il secondo ministero Mussolini, sino alla rottura del 3 gennaio 1925; la 4 espone l’attività di Salandra delegato italiano a Ginevra. Guerra del ’15-18, fascismo, Società delle Nazioni: gli argomenti di queste Memorie appartengono dunque tutti recisamente al passato; parlano di pagine recenti, e tuttavia dimenticate o addirittura ignorate da molti. A dire peraltro della vivezza di queste note basti citare questo brano, dove origini e carattere del capo del fascismo sono così descritti: Enigmatico miscuglio o alternativa di genialità e di volgarità, sincera professione di nobili sentimenti e di bassi istinti di rappresaglia e di vendetta, di rude schiettezza e di istrionismo mal dissimulato, di pertinaci asserzioni e di mutazioni subitanee, di efficace e talora travolgente eloquenza adorna di cultura e di buon gusto, e di presuntuosa ignoranza espressa in linguaggio plebeo», e via dicendo, con precisione di giudizio che, oltre venticinque anni dopo, apparirà sorprendente nella sua presaga chiarezza. Già questa pagina basterebbe da sola a darci la misura dell’importanza politica, oltre che storica, degli scritti lasciatici da chi, presidente del Consiglio il 24 maggio 1915, intese assumersi l’eredità della Destra storica e, con non comune coerenza morale politica, svolse sino in fondo il e il compito di continuare la tradizione liberale ; L’immagine se disponibile, corrisponde alla copia in vendita.