Memorie d’oltretomba (Due volumi indivisibili). François-René de Chateaubriand. Einaudi, 2015.

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Einaudi (I millenni); 2015; 9788806228248; Due volumi rilegati con sovracoperta e cofanetto; 22x 15 cm; pp. 2304; A cura di I. Rosi, F. Vasarri. Traduzione di I. Rosi, F. Vasarri, F. Martellucci.; leggeri segni d’uso al cofanetto, volumi in ottimo stato; Molto buono (come da foto). ; Torna in un’edizione riveduta e corretta l’opera che fece esclamare a Victor Hugo «O sarò Chateaubriand, oppure non sarò nulla». Memorie d’oltretomba racconta una vita, quella dell’autore, che coincide con una parte decisiva della storia della Francia, la fine dell’Ancien Régime, passando attraverso la Rivoluzione e la parabola di Napoleone. Nelle pagine di Chateaubriand la storia diventa memoria, i ritratti dei grandi nomi sono filtrati dallo sguardo dell’autore: i protagonisti dell’odiata Rivoluzione, che aveva mandato sulla ghigliottina il suo mondo, sono tutti, da Danton a Robespierre passando per Mirabeau e Marat, belve mostruose, a volte dotate di zampe unghiute e spesso assetate di sangue; Napoleone, detestato e ammirato allo stesso tempo, dà vita a pagine di straordinaria eloquenza e leggibilità, paragonate dalla critica a quelle di Tolstoj in Guerra e pace: La pietà di Chateaubriand per il corpo morente di Bonaparte è un esempio di quella che l’autore dimostra per i vinti, dopo averli spesso odiati come vincitori. La monumentale opera di Chateaubriand ha influenzato non solo il romanticismo francese, di cui è unanimemente considerato il caposcuola, ma l’intera letteratura francese, da Marcel Proust a Jean-Paul Sartre fino a Louis-Ferdinand Céline, che in fuga a Baden-Baden prima dell’esilio in Danimarca chiese a Karl Epting se fosse possibile fargli recapitare proprio le Memorie d’oltretomba. Un libro mito. Il testamento spirituale di un uomo e di un’epoca. La vita privata di Chateaubriand, dall’infanzia alla vecchiaia, si intreccia con gli avvenimenti storici ai quali ha assistito, dalla Rivoluzione all’avvento di Napoleone, alla Restaurazione. Il tono malinconico è quello di un uomo giunto al termine del suo percorso, ma anche quello di chi vede il mondo, il suo mondo, che sta cambiando radicalmente, sotto la spinta inesorabile della modernità.; L’immagine se disponibile, corrisponde alla copia in vendita.