Memorie di un bevitore. Autobiografia. Jack London. Muzzio, 1992.

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Muzzio (aritroso 4); 1992; 9788870216387; Copertina flessibile ; 22 x 14,5 cm; pp. 237; Traduzione di A. Salucci. ; leggeri segni d’uso alla copertina, interno buono, prezzo parzialmente cancellatio alla quarta di copertina; Buono (come da foto). ; Un etologo capisce bene che cosa London vuol dire quando afferma che il bere meglio degli altri equivale a crescere in senso gerarchico, e pagare da bere a tutti è ottenere, per acclamazione, il titolo di principe della mescita. Ma di più: per il giovane il bere non costituisce soltanto un modo di socializzare, ma è un rito iniziatico, attraverso il quale il pulcino si trasforma in gallo, e l’adolescente, che sfida e supera l’ubriachezza, viene battezzato con l’alcol e ammesso al mondo degli uomini… Il gran teatro della sbronza è popolato di attori che sognano imprese leggendarie, che si battono tra loro per futili motivi, che si insultano e che si riconciliano in lacrime, che confessano i loro più gelosi, e vergognosi, segreti, che possono uccidere, e perfino uccidersi. Perché nelle osterie, o dovunque si alzi il gomito in maniera forsennata, non si recita mica, come spesso può sembrare, una commedia buffa, ma una farsa tragica, non si mette in scena un vaudeville, ma una pièce noir, e John Barleycorn, il regista occulto, non lavora per un ampliamento della vita, come promette, imbonitore di falsi elisir, ma milita dalla parte della morte. ; L’immagine se disponibile, corrisponde alla copia in vendita.