Medea. Ljudmila Ulickaja. Einaudi, 2000.
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Einaudi (I coralli 133); 2000; 9788806151508; Copertina flessibile con risvolti; 21 x 14 cm; pp. 295; Traduzione di G. Gigante. Prima edizione. ; minimi segni d’uso alla copertina, interno ottimo; Molto buono (come da foto). ; La famiglia di Medea è un’immensa progenie che si estende nel tempo e nello spazio. Ma se le storie del romanzo si proiettano dalla Grecia all’Uzbekistan, dalla Lituania all’Italia, fino ad Haiti e in Corea, tutto in realtà ruota intorno a una casa in Crimea: la casa di Medea. Un luogo della memoria, punto di arrivo insieme storico e fatale, che riunisce per vie all’apparenza casuali i destini dei personaggi piú vari: trapezisti del circo e sacerdoti, bolscevichi e controrivoluzionari, teatranti e scienziati, dentisti e restauratori di mobili. Con il suo profilo da icona e il foulard annodato intorno al capo, Medea si staglia sullo sfondo di una Crimea desolata e del Mar Nero, un mare denso e ostile. Solo il suo sguardo, fermo nonostante le intemperie della vita e della storia, può dare un senso all’incalzante rincorsa degli eventi che un’altra donna, Maša, con il suo corpo fragile e la sua sensibilità struggente, ha scatenato, innamorandosi perdutamente dell’uomo sbagliato. Considerata dalla critica russa una scrittrice di tradizione cechoviana, Ljudmila Ulickaja è nota soprattutto per come riesce a rappresentare le minime sfumature dell’animo umano. In questo romanzo abbina tali qualità alla capacità di narrare, senza la minima retorica, gli eventi collettivi. ; L’immagine se disponibile, corrisponde alla copia in vendita.





