L’isola di Arturo. Morante Elsa. Einaudi, 1975.

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Descrizione

Einaudi (Gli struzzi 70); 1975; Noisbn ; Brossura ; 19,5 x 11,5 cm; pp. 386; Prima edizione nella collana. ; Presenta segni d’uso ai bordi, dorso con segni di lettura, interno senza scritte, lievemente brunito ; Accettabile (come da foto). ; Nelle figurazioni dei miti eroici, l’isola nativa rappresenta una felice reclusione originaria e, insieme, la tentazione delle terre ignote. L’isola, dunque, è il punto di una scelta: e a tale scelta finale, attraverso le varie prove necessarie, si prepara qui nella sua isola l’eroe-ragazzo Arturo. È una scelta rischiosa, perché non si dà uscita dall’isola senza la traversata del mare materno: come dire il passaggio dalla preistoria infantile verso la storia e la coscienza. In seguito all’apparizione inquieta e problematica di «Menzogna e sortilegio» (1948), questo secondo romanzo di Elsa Morante, apparso quasi dieci anni dopo (1957), fu definito da qualcuno un « ritorno all’Eden». E la definizione può rispondere al vero se con simile « ritorno » non si vuole intendere una evasione; ma, all’opposto, una esplorazione attenta della prima realtà, verso le sorgenti non inquinate della vita. Tale assoluta ricerca, del resto, qua si rivela immediatamente nella sostanza stessa della scrittura. Difatti Elsa Morante, in queste pagine, va già portando a maturità quella semplificazione del linguaggio nella quale, secondo lei, consiste l’esercizio essenziale della poesia, e che essa porterà a compimento nel suo ultimo romanzo «La Storia» (1974).; L’immagine se disponibile, corrisponde alla copia in vendita.