Leggi e spiegazione in storia. William Dray. Saggiatore, 1974.
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Saggiatore (Theoria 7); 1974; Noisbn; Copertina flessibile ; 21 x 15,5 cm; pp. 236; Traduzione di Rosanna Albertini e Lorenzo Calabi.; Presenta leggeri segni d’uso ai bordi (piccole imperfezioni), ex libris alla prima pagina, interno senza scritte; Buono (come da foto). ; Questo volume applica al caso specifico della storia la tesi sostenuta da P. Winch ne Il concetto di scienza sociale, anch’esso uscito in questa collana. L’opera prende le mosse da una serrata analisi del cosiddetto «modello della legge di copertura», originariamente proposto da Hempel e Popper come analisi della spiegazione nelle scienze naturali e quindi esteso alle scienze sociali, con particolare riferimento alla storia, in base all’assunto — comune a tutto il neoempirismo — che le scienze naturali costituiscano il paradigma stesso della scientificità. Emerge da tale analisi l’inapplicabilità del modello ai casi più tipici di spiegazione storica, in vista della sua caratteristica «apertura», intimamente collegata all’«unicità» degli eventi storici. Tale unicità era stata sottolineata ripetutamente da tutta la filosofia idealistica della storia, ma in Dray essa perde le sue connotazioni metafisiche, che l’avevano resa facile bersaglio delle critiche neopositiviste, per acquistare una dimensione logica e metodologica. Allo stesso modo viene riabilitata un’altra tipica nozione idealistica, quella di «empatia», di cui viene mostrato il ruolo insostituibile rispetto a quelle spiegazioni che hanno a che vedere con azioni umane «intelligenti». In questi casi, argomenta Dray, la cosa appropriata da farsi per comprenderle non è ricondurle sotto una regolarità di tipo generale, una legge di copertura, ma ricostruire il calcolo che ha condotto l’agente storico a compierle. Le varie critiche via via rivolte al modello della legge di copertura portano infine alla luce il vizio principale dell’impostazione neopositivistica, che consiste, secondo Dray, nell’aver completamente trascurato la dimensione pragmatica della spiegazione: ogni spiegazione è infatti una risposta a una specifica domanda, e dunque la sua forma logica dipende essenzialmente dalla struttura logica della domanda stessa. Il volume contiene anche un’ampia discussione della portata e dei limiti del linguaggio causale in storia. William Dray, che ha conseguito il dottorato in filosofia a Oxford nel 1955, è un esponente della filosofia analitica oxoniense. ; L’immagine se disponibile, corrisponde alla copia in vendita.







