Le vite de’ più eccellenti architetti, pittori, et scultori italiani, da Cimabue insino a’ tempi nostri. Nell’edizione per i tipi di Lorenzo Torrentino, Firenze 1550. Giorgio Vasari. Einaudi, 2013.

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Einaudi (I millenni); 1987; 9788806596590; Rilegato con sovracoperta e cofanetto, tavole ripiegate a colori ; 22x 15 cm; pp. LXII – 1038; A cura di L. Bellosi, A. Rossi. 27 foto b/. f.t.; minimi segni d’uso al cofanetto, volume in ottimo stato; Molto buono (come da foto). ;«Cento, o anche solo cinquant’anni fa, osserva Giovanni Previtali, – ogni persona che s’interessasse d’arte italiana, dilettante, storico o artista, teneva le Vite del Vasari sul comodino… Oggi non si può certo dire altrettanto. Tramontata la concezione strumentale del Vasari come fonte pressoché unica per la storia del Rinascimento artistico italiano, esso viene ora raramente citato e ancor meno letto… » E ciò anche se gli studi piú recenti confermano appieno il celebre giudizio di Julius von Schlosser, secondo il quale «il Vasari è in tutto, nel senso buono come in quello cattivo, il vero patriarca e padre della chiesa della nuova storia dell’arte».
Nasce dalla volontà di invertire questa tendenza la scelta di riproporre le Vite vasariane, ribadendone i valori di fonte indispensabile per chi si accosti alle vicende del Rinascimento artistico italiano e di documento prezioso del gusto di un gruppo sociale che per qualche decennio esercitò una funzione intellettualmente egemone in Italia e in Europa. Valori ai quali, con la decisione di pubblicarne la prima edizione e non la seconda, s’aggiunge anche la qualità letteraria del testo, frutto delle fatiche di uno scrittore vero e grande, erede naturale dell’alta tradizione fiorentina degli artisti che, come Giotto, Brunelleschi e Michelangelo, seppero esprimersi anche con la penna oltre che col pennello e lo scalpello.
A far preferire l’edizione data alle stampe a Firenze nel 1550 dall’editore ducale Lorenzo Torrentino, alla piú nota giuntina del 1568, non è stato tuttavia il solo fatto chge in essa la figura del Vasari scrittore «ci si presenta incomparabilmente più pura e artistica» (Schlosser). Ha contato anche, se non soprattutto, la sua importanza dal punto di vista storico-critico data dal fatto – come annota Previtali -che nel passaggio dalla prima alla seconda edizione «il Vasari molto aggiunse, integrò, corresse, normalizzò, ma anche spen-se e banalizzò».
Restituire alle Vite il ruolo che spetta loro nel campo della letteratura artistica e sot-tolineare l’originalità critica e il valore letterario della loro prima edizione: ecco le ragioni di fondo di questa iniziativa editoriale che c’è da augurarsi segni una svolta per la fortuna della torrentiniana (una sola riproduzione diplomatica a fronte delle 18 edizioni italiane e delle 8 traduzioni straniere della giuntina), correggendo una situazione paradossale simile a quella di un Torquato Tasso la cui gloria fosse affidata esclusivamente alla Conquistata, lasciando nell’oblio la Gerusalemme Liberata..;