Le ville di Firenze. Di qua d’Arno. Di là d’Arno (2 VOLUMI). Lensi Orlandi Giulio. Vallecchi, 1965.

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Descrizione

Vallecchi; 1965; Noisbn ; Rilegato in tela con titoli in oro al dorso, con sovracoperta, custodia; 29 x 23 cm; pp. XXIV-156+ ill., 220+ ill. ; 2 edizione completamente rinnovata. Di qua d’Arno, con 235 illustrazioni e 9 itinerari. Di là d’Arno, con 278 illustrazioni e 10 itinerari. ; Presenta segni del tempo ai dorsi delle sovracoperte (piccole mancanze e lacerazioni ai bordi, macchia al piatto di un volume), volumi saldi, interno ottimo. Scheda bibliografica presente, custodia accettabile; Buono, (come da foto). ; Quando si dice ville fiorentine, i primi nomi che vengono a mente sono quelli famosi della Petraia, Poggio a Caiano, Artimino, la Pietra: le ville che le organizzazioni turistiche inseriscono nei consueti itinerari per forestieri. Ma se queste sono ville illustri, non sono né le uniche né spesso le più caratteristiche. Altre ville sono sparse a decine sui colli, in mezzo ai giardini che appena si intravedono dalle strade incassate. Create nei secoli da artisti e poeti, signori e popolani, artigiani e mercanti, esse videro Dante e Brunetto Latini, il Boccaccio e il Poliziano, il Ficino e Lorenzo il Magnifico, Michelangelo e Galileo, Schiller e Foscolo, D’Annunzio e Lawrence, Hawthorne e Landor. La bellezza di Firenze infatti non è tutta nei musei e nelle chiese, ma proviene anche dalle ville che mezzo secolo fa Guido Carocci passò in rassegna citando per ciascuna i successivi proprietari a partire dall’anno in cui la Signoria istitul il primo Catasto: il 1427. Dopo il Carocci nessuno più si era occupato delle ville fiorentine; e molte sono sparite, altre sono state radicalmente trasformate. Giulio Lensi Orlandi entra all’interno di queste dimore, nei parchi e nei giardini che evocano le immagini di una esistenza tradizionale; ricorda con animo commosso e limpida prosa la figura e l’abito di chi ne varcò le soglie; suscita il segreto desiderio di possedere una villa a Firenze, dal nome suggestivo come il titolo di un poema: Gamberaia, Bellosguardo o Spicchiarello, Tantafera, Melarancio o Mirinsù. Di pagina in pagina, di fotografia in fotografia sempre più si precisa lo spirito di una Firenze reale e spesso sconosciuta, grande nella sua pacata bellezza… ; L’immagine se disponibile, corrisponde alla copia in vendita.

Informazioni aggiuntive

Peso 4 kg