Descrizione
Bollati Boringhieri (Universale scientifica 75/76); 1972; Noisbn ; Copertina flessibile ; 19,5 x 13 cm; pp. 578; Traduzione di C. Coisson. Prima edizione ; firma di proprietà alla porta, segni d’uso e del tempo alla copertina, interno buono, volume lievemente brunito; Buono (come da foto). ; “…cammina cammina, arrivarono nella foresta e si smarrirono. In lontananza scorsero un lume…” Come e quando sono nate le fiabe? Perché i racconti di fate si rassomigliano in tutto il mondo? Un’affascinante risposta è quella fornita da V. Ja, Propp, il filologo russo che ha precorso genialmente le ricerche dello strutturalismo attuale. Nell’interpretazione di Propp, I racconti di fate non sono fantasia ma storia, sono il documento di una delle più antiche età dell’uomo: l’epoca delle comunità di cacciatori, prima ancora che la pastorizia e l’agricoltura cominciassero a cambiare il volto del mondo. Giovandosi di un materiale comparativo vastissimo tratto dall’etnologia e lavorando specialmente sui racconti di fate russi, Propp stabilisce tutta una serie di confronti tra i principali motivi di cui sono intessute le fiabe e analoghe forme rituali esistenti nella protostoria o in fasi storiche più o meno vagamente indicate e presso i primitivi. Attraverso tanti racconti sezionati e comparati, interrotti e ripresi in un giro di richiami e di illuminazioni, il modo vivace della narrazione si compone esso stesso in un affascinante racconto. ;




